Un gioco senza enigma, un cast poco motivato, una regia piena di clichè.
'Il gioco'
'Il gioco'
Il commento
“Il gioco” è un film che parte sfiduciato, depresso, poco promosso dagli stessi produttori che non sono ottimisti sull’esito al botteghino, “perché in Italia va solo la commedia e noi abbiamo dovuto aspettare la legge sul cinema per realizzare questo progetto” (costato ‘solo’ cinque miliardi e 200 milioni, andati in buona parte al solo Pryce) dicono Sergio Castellani della Film Master e la regista Claudia Florio. Il soggetto, infatti, è stato scritto più di dieci anni fa e nel ‘90 fu menzionato al premio Solinas, “ poi ci volle molto tempo per trovare un produttore che si volesse lanciare nell’avventura del giallo psicologico, genere poco visitato dalla cinematografia italiana contemporanea (?). Altrettanti problemi abbiamo avuto con la distribuzione che ci continuava a proporre date impossibili, tipo 15 agosto o 27 luglio, così abbiamo continuato a rimandare l’uscita fino ad oggi (il film è pronto dallo scorso anno)”. Ma non sarà che il film è solo brutto? L’impressione è che lo sappiano pure loro, registi e distributori, così poco convinti da chiedere alla stampa “vi è piaciuto?”, elemosinando consensi che non ci sono stati. E, d’accordo, sarà stato girato in inglese, e venduto già in quaranta paesi all’estero, e senz’altro è una bella prova per i nostri attori (in realtà la sola Gerini è degna di qualche nota) che recitano in un cast misto, accanto a Jonathan Pryce, davvero poco motivato e la brava Susan Lynch, recentemente vista nei panni di “Nora” accanto ad Ewan Mc Gregor e con poca fantasia da parte della costumista, qui vestita allo stesso modo. La sceneggiatura poi perde acqua da tutte le parti, le sequenze non legano bene, una serie di banalità (l’estate più calda del secolo che sviscera le pulsioni nascoste, il tema del doppio, le formiche che camminano dappertutto), contribuiscono a decretare l’esito già detto di questo film, partorito con difficoltà e costato troppi soldi all ’European script fund. Interessante il role playing, se fosse stato la radice della storia, che invece vuole essere, secondo la stessa autrice, “un giallo piscologico”, ma non possiede le tensioni del genere, avvicinandosi di più ad un filone analitico senza senso. Belli gli scorci di Roma, il Planetario, l’Orto Botanico, il Chiostro del Bramante, Piazza di Spagna, le sale da tè di una volta, Babington’s e l’Antico caffè Greco di via Condotti.
Il giudizio
Un gioco senza enigma, un cast poco motivato, regia piena di clichè. Eventualmente da vedere in lingua originale.
- RECENSIONE IL GIOCO |
- COMMENTO IL GIOCO |
- GIUDIZIO IL GIOCO |
- IL GIOCO |
- FILM
-
Festival
Week end di fuoco
Elio Germano, Claudio Noce, Alessandro Giannini nel week end al Festival...
HIGHLIGHTS
-
Film | Django Unchained immagini foto quentin tarantino
Django Unchained, nuove foto del film
Quentin Tarantino dirige Jamie Foxx e Leonardo DiCaprio in "Django Unchained". Ecco le foto.





