La possibilità di esordire dentro i meccanismi consolidati di tale filone spesso ha “incastrato” tutta una schiera di cineasti, ma non si tratta comunque di una regola ferrea: ad esempio proprio i fratelli Pang hanno appena terminato di girare l’action “Bangkok Dangerous” (id., 2007) con Nicolas Cage, remake di un loro bellissimo lungometraggio del 2001.
C’è poi da considerare che proprio l’horror ha fatto conoscere molti di questi cineasti: è ad esempio il caso del francese Alexandre Aja, che essendosi affermato in patria con “Alta tensione” (Haute Tension, 2003), è stato successivamente chiamato negli States a dirigere il successo (di pubblico) “Le colline hanno gli occhi” (The Hills Have Eyes, 2006), rifacimento del cult movie degli anni ’70 firmato dal grande maestro Wes Craven. Aja è uno di questi registi che probabilmente rimarrà imbottigliato con questo tipo specifico di produzioni: sta infatti realizzando in questi giorni lo spaventoso “Mirrors” (id., 2008), e per il futuro lo attende addirittura il remake di “Piranha” (id., 1978), il capolavoro low-budget che ha lanciato la carriera di Joe Dante.
Uscendo dai meandri oscuri dell’horror, anche l’action ha consentito ad alcuni cineasti di trasferirsi in pianta stabile ad Hollywood: il più affermato sembra essere ancora un francese, Louis Leterrier, che ha raggiunto la popolarità con i due “Transporter” (id., 2002), in mezzo ai quali ha girato anche l’acclamato “Danny the Dog” (id., 2005), interpretato da Jet Li, Bob Hoskins e soprattutto il premio Oscar Morgan Freeman. Il prossimo progetto di Leterrier lo inserirà sicuramente nel giro dei registi che contano veramente, trattandosi infatti del blockbuster “The Incredible Hulk”; ad impersonare il protagonista Bruce Banner ed il suo mostruoso alter-ego è stato ingaggiato Edward Norton, mentre il cast verrà completato da Liv Tyler, Tim Roth e William Hurt.
E “last but not least” non possiamo non ricordare in mostro Gabriele Muccino, che con il suo esordio americano nel melodramma “La ricerca della felicità” (The Pursuit of Happyness, 2006) ha conquistato il botteghino interno incassando più di 160 milioni di dollari, e regalando al bravissimo Will Smith la sua seconda nomination all’Oscar dopo quella ottenuta per “Alì” (id., 2001) di Michael Mann.
Questo in sintesi un brevissimo panorama dell’ultima generazione di registi che si stanno affermando ad Hollywood passando attraverso il più commerciabile cinema di genere: una serie di cineasti di sicuro talento tecnico, che aspettiamo di vedere a lavoro su opere dalla provata solidità narrativa.





