Tre vicende di tre ragazzi sono alla base di questa storia che evidenzia la realta della Corea, una realta segnata da dubbi, paure e rabbia.
Tre vicende di tre ragazzi sono alla base di questa storia che evidenzia la realtà della Corea, una realtà segnata da dubbi, paure e rabbia.
Indirizzo inesistente
Tre vicende di tre ragazzi sono alla base di questa storia che evidenzia la realtà della Corea, una realtà segnata da dubbi, paure e rabbia.
con Yang Dong-Kum, Kim Young-Min.
Corea 2001
E’ un film duro, che provoca allo tempo stesso dolore e compassione allo spettatore.
Tre vicende di tre ragazzi sono alla base di questa storia che evidenzia la realtà della Corea, una realtà segnata da dubbi, paure e rabbia.
In una cittadina coreana, Pyongtaek, a lungo dominata da una base militare americana, tre giovani vivono diverse esperienze indelebili. Chang-Guk figlio illegittimo di una prostituta coreana e di un soldato afroamericano vede la madre ogni giorno scrivere al soldato una lettera, sempre senza risposta. Jihum è figlio di un reduce della guerra di Corea e si guadagna da vivere facendo l’assistente di un ritrattista. La terza è Eunok, timida studentessa che ha perso il padre e la vista ad un occhio e che vive con il fratello. Senza che i tre ragazzi se ne rendono conto, le loro vite sono profondamente segnate dalla guerra in Corea.
Dopo essere uscita dall’occupazione giapponese, la Corea diventò il posto dove maggiore era il clima di guerra fredda, dove ogni ragazzo portava dentro di se i segni della guerra. Il talentuoso regista Kim Ki-duk racconta una Corea piena di rabbia, pronta ad esplodere da un momento all’altro e in una dichiarazione del regista capiamo il perché.
“Vedo che la società coreana e i suoi individui stanno attualmente bollendo rabbia e crudeltà che prima o poi esploderanno. Da dove vengono queste tensioni? Questa domanda mi ha spinto ad indagare sulla realtà storica che ho messo in primo piano. Però quello che ho voluto sottolineare nel film non è una polemica sulla storia, ma sull’anima e sul sentimento che i coreani hanno perso.”
Il film è arricchito da una continua ricerca di immagini visive che possano rappresentare al meglio lo stato d’animo di queste persone. E Kim Ki-duk riesce attraverso l’uso di lunghi e continui primi piani a caricare l’immagine di sentimenti e stati d’animo.
Le persone buone che vengono ferite dalle conseguenze velenose della guerra rimangono segnate per tutta la vita. Ma soprattutto il messaggio di Kim Ki-duk si ferma sulla perdita dell’anima da parte dei coreani. E si sa che, una volta persa l’anima è molto difficile recuperarla.
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