Un film sulla crudele sorte che la storia ha riservato agli eredi dei desaparecidos
Un film sulla crudele sorte che la storia ha riservato agli eredi dei desaparecidos
Figli /Hijos
Un film sulla crudele sorte che la storia ha riservato agli eredi dei desaparecidos
Orig.: Italia
Dur: 100’
Regia: Marco Bechis
Figli è un film sulla crudele sorte che la storia ha riservato agli eredi dei desaparecidos, dei quali il regista già ci aveva parlato con spietata realtà nella sua opera precedente Garage Olimpo. Quella di Marco Bechis è una nuova denuncia che crea un ponte fra la storia degli anni settanta e ottanta: tra gli anni in cui in Argentina gli oppositori sparivano come cancellati dall’esistenza, e tra l’allucinante presente in cui i loro figli scoprono di essere stati allevati dagli aguzzini dei propri genitori.
Questi figli, privati della loro identità, sono anche fratelli. Lui, Javier ( Carlos Echevarria), vive a Milano in una famiglia apparentemente tranquilla e ricca. Lei, Rosa ( Gulia Sarano), è invece rimasta in Argentina ed è la prima a scoprire la verità che la porterà alla ricerca del fratello e alla condivisione di questo male così difficile, forse impossibile, da metabolizzare. Sapere che i genitori con cui hai vissuto per più di quindici anni non sono i tuoi, e che sono loro ad aver sostenuto e collaborato all’uccisione di chi ti ha dato la vita è qualcosa di disumano e inimmaginabile. Per questo il film non cerca di coinvolgere emotivamente lo spettatore e procede con un freddo distacco alla scoperta di una realtà così difficile, da raccontare come da vivere. La verità che Rosa porta sotto gli occhi del fratello è forse troppo assurda per coinvolgerci e possiamo solo indignarci per una storia che ha sottratto della gente alla vita e ad altri ha tolto la propria identità, che a distanza di anni va ricercata con dolore.Questi figli non possono ignorare ciò che ha marchiato la loro vita.
Le immagini di Bechis, sempre splendide ed essenziali, spesso hanno più contenuto dei dialoghi, anch’essi ridotti all’osso. Rispetto a Garage Olimpo, da cui questo ultimo film prende lo spunto, si nota come sia difficile per il regista dare a Figli la stessa compiutezza. Forse questo senso di incompiuto è dato dal fatto che storicamente gli effetti della repressione Argentina sono troppo contingenti e difficili da osservare con il dovuto distacco. Oggi quei figli hanno pressappoco vent’anni. Il film finisce con le immagini di una manifestazione e di una lotta che è ancora in corso per far pagare, a coloro che tuttora vivono impuniti, le colpe di una repressione freddamente studiata e spietatamente portata avanti. Forse tutti questi figli/Hijos sono fratelli, ho comunque hanno la necessità di esserlo.
- FIGLI/HIJOS |
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