Un film sulla guerra, sulle ideologie nazionaliste, sul corso della storia e sui personaggi intrappolati in questi meccanismi.

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Un film sulla guerra, sulle ideologie nazionaliste, sul corso della storia e sui personaggi intrappolati in questi meccanismi.

Eden

Un film sulla guerra, sulle ideologie nazionaliste, sul corso della storia e sui personaggi intrappolati in questi meccanismi.

Regia di Amos Gitai
con Samantha Morton, Thomas Jane.
Israele 2001

Amos Gitai tra il romanzo e la storia. L’ultima opera del regista israeliano “Eden”, tratto dal libro “Homey Girl” di Artur Miller è un film sospeso fra ideologia politica e il corso della storia.
Gitai riflette nella pellicola la sua visione di come un gruppo di persone si possa trovare intrappolato in un paese, la Palestina, in una situazioni di conflitto all’interno di sistemi ideologici che li opprimono. I personaggi, ideologicamente dichiarati, rimango però spettatori degli eventi.

Seconda Guerra Mondiale. Samantha e il marito Dov emigrano in Palestina forti di una convinzione politica che poi risulterà ambigua. Dov dedica tutto il suo tempo al lavoro trascurando la moglie. Samantha inzierà a tradire il marito con un amico di suo fratello che nel frattempo era arrivato in Palestina. Mentre in Europa infuria la guerra e in Palestina la convivenza tra arabi ed ebrei non trova soluzioni, Samantha dovrà decidere cosa fare della sua vita.

Il film procede di pari passo a raccontare gli stati d’animo di Samantha contesa tra il marito, il padre e l’amante, con il procede spedito della storia e la gabbia in cui si trovano le persone che non possono fare altro che osservare. Samantha è una donna scialba, che vive in un contesto di uomini militanti e lei è una donna che non riesce a prendere un decisione.

Il film è tratto dal romanzo di Arthur Miller e malgrado Amos Gitai abbia scelto di ambientarlo in Palestina, anziché a New York, rimane fedele al libro.
“Il romanzo di Miller si svolge a New York negli ambienti comunisti a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 e mi sembrava un terreno già battuto quindi ho preferito rapire il romanzo per ambientarlo in un contesto diverso ma sempre vicino allo spirito del libro. Spiega il regista.

Il nodo della storia è comunque un pretesto per raccontare come gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e le guerre in Palestina hanno condizionato la vita delle persone.
“Ogni giorno in Medio Oriente i popoli guardano scorrere la propria storia sugli schermi televisivi, una storia nella quale a loro spetta solo il ruolo di comparse. Ma cerco anche di capire il perché alcuni individui si lasciano intrappolare dalla storia con la S maiuscola.”. Conclude il regista.

Un film sulla guerra, sulle ideologie nazionaliste, sul corso della storia e sui personaggi intrappolati in questi meccanismi. All’orizzonte un Eden un po’ sfocato che rimane un’utopia difficile da raggiungere.
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