Un film che parla delle macchine, di un futuro dove la linea che separa gli esseri umani e le#8217;intelligenza artificiale diventa sottilissima.
© - Warner Bros. - Dreamworks Pictures
Un film che parla delle macchine, di un futuro dove la linea che separa gli esseri umani e l’intelligenza artificiale diventa sottilissima.
A.I. – INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Un film che parla delle macchine, di un futuro dove la linea che separa gli esseri umani e l’intelligenza artificiale diventa sottilissima.
Il film è perfetto nel suo stile. Freddo e pacato nella prima parte, si arricchisce di colore e calore nel viaggio dei due “mecha” nel cuore del mondo, della vita, della civiltà; il finale, al limite fra sogno e realtà, si carica di una forza emotiva coinvolgente e drammatica al punto da distaccare lo spettatore, incredulo di fronte alle immagini che scorrono sullo schermo.
Ogni immagine è un quadro. Un quadro di un pittore influenzato da una corrente perfezionistica nata all’inizio degli anni cinquanta. Il protagonista di ogni quadro è un bambino che avevamo amato alla follia pochi anni fa, in una pellicola molto particolare di un esordiente regista indiano, e che amiamo alla follia in questo film, a differenza degli altri esseri umani che non riescono ad amarlo.
E poi c’è il senso del film. Un film che parla delle macchine, di un futuro dove la linea che separa gli esseri umani e l’intelligenza artificiale diventa sottilissima, tanto da non capire se il piccolo “mecha” sia un bambino o un robot. E dell’amore che nutre questa macchina che soffre, piange, ci fa soffrire e ci fa piangere. Noi prendiamo le sue parti, lo accompagniamo, finchè ci riusciamo, nel suo viaggio…. Ci innamoriamo di una macchina immaginaria, anche se neanche questo ci piace. Ma forse è questo l’obbiettivo del film, e nel nostro piccolo ne possiamo essere fieri. Come siamo fieri del fatto che il film racconta un mito, riprende una favola che ha segnato la vita di tutti noi: Pinocchio, il burrattino di Collodì, che però ha perso quello che forse è il suo fascino maggiore, l'essere di legno. Ma i tempi cambiano, le macchine hanno il sopravvento e nasce un nuovo pinocchio, fatto di cavi, memoria e microcip, ma anche questo desideroso di essere come gli altri uomini, di incontrare la "Fata Turchina", insomma di vivere e amare.
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sabato 10 novembre 2001
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