Con lui dietro la macchina da presa, gli attori diventavano immediatamente dei potenziali vincitori di Oscar: è il caso di Ralph Fiennes, Jude Law e Kristin Scott Thomas (tutti e tre nominati alla statuetta) e delle vincitrici Juliette Binoche e Renée Zellweger, premiate come migliori attrici non protagoniste.
Questo era Anthony Minghella, regista britannico nativo dell’isola di Wight in Inghilterra, scomparso a soli 54anni per cause ancora da accertare.Ce lo ricordiamo quella notte del 24 marzo 1997, quando fu chiamato sul palcoscenico dello Shrine Auditorium di Los Angeles per ritirare la statuetta al miglior regista dell’anno.
Quella era la notte del trionfo del suo “Il Paziente inglese”, il film che riportava in voga i colossal di Hollywood, filmati in una confezione ultra raffinata, girati in paesaggi sconfinati e incentrati sul grande amore tormentato.
Fedele al tono di quel film, Minghella ha sempre continuato a realizzare questo genere di colossal: nel suo curriculum anche “Il talento di Mr.Ripley”, pellicola in cui viene mostrata un’Italia da cartolina e che fece la fortuna di Jude Law.
Qualche anno più tardi, è stata la volta “Ritorno a Cold Mountain”, epico melodrammone ambientato durante la guerra di secessione e interpretato ancora da Law insieme a Renée Zellweger e Nicole Kidman.
Il suo ultimo film è stato “Complicità e sospetti”, dramma sentimentale nuovamente interpretato da Jude Law e Juliette Binoche.
La morte del regista è giunta proprio in un momento di piena attività cinematografica: Minghella, infatti, aveva appena finito le riprese della commedia “The No.1 Ladies’ Detective Agency” e si apprestava a dirigere un episodio di “New York, I Love You”.





