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“Under My Skin” è stato considerato da molti - ancor prima della sua uscita- il disco dell’avvenuta maturità e della presa di coscienza che Avril non è più una bambina cresciuta ma una ragazza con le idee più chiare. Tutto ciò non è completamente ver
Avril Lavigne - Under My Skin
“Under My Skin” è stato considerato da molti - ancor prima della sua uscita- il disco dell’avvenuta maturità e della presa di coscienza che Avril non è più una bambina cresciuta ma una ragazza con le idee più chiare. Tutto ciò non è completamente vero.
Il risultato non è un cambiamento radicale, e non a caso alcune tracks possono ricordare il ritmo accelerato, punteggiante di “Sk8ter Boy”.
“Under My Skin” è stato considerato da molti - ancor prima della sua uscita- il disco dell’avvenuta maturità e della presa di coscienza che Avril non è più una bambina cresciuta ma una ragazza con le idee più chiare. Tutto ciò non è completamente vero. Se si presta attenzione alle lyrics, è chiaro che esse raccontano ancora tipiche angosce adolescenziali, ostinate proteste e ribellioni contro tutto e tutti, sognando l’anarchia e la libertà di pensiero. Si pensi ad esempio a questi versi ‘tipo’: “No one understands, I’m really bored, Don’t patronise me, Don’t try to tell me what to do/ say”.
Detto questo, un occhio di riguardo va certamente a “Don’t Tell Me”, singolo di punta in questo periodo e “Togheter”, in cui troviamo il piano e il synth per aggiungere un tocco di sentimentalismo in più. Il resto è presto detto: “Take Me Away”, che ricorda la lucentezza del punk-pop con il solito synth di sottofondo, e “He Wasn’t”, in cui rivivono i tempi della prima fanciullezza. Tutte le rimanenti canzoni sono un lungo sospiro, un lamento di “whatever”, un fissare apparentemente significativo, un sussurrare sconcertato.
Alla seconda uscita pubblica, il meccanismo che, nel primo disco, faceva funzionare splendidamente l’attraente giostra-Lavigne, appare ora in qualche modo incrinato e ingarbugliato, e il rimedio per rimontare le classifiche mondiali - cioè mettere un visino imbronciato, una ragazza carina, una storia d’amore con il chitarrista (anche lui adulato dalle teenagers), melodie rock punkeggianti da stadio e testi accattivanti- sembra proprio non bastare più.
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