Lo sceneggiatore di Mine Vaganti, Ivan Cotroneo, esordisce alla regia con unopera colorata e ricca di invenzioni visive
La kryptonite nella borsa La recensione dal Festival di Roma
La kryptonite nella borsa – La nostra recensione
Lo sceneggiatore di “Mine Vaganti”, Ivan Cotroneo, esordisce alla regia con un’opera colorata e ricca di invenzioni visive
Lo sceneggiatore di “Mine vaganti” e “Io sono l’amore” esordisce alla regia con una storia estremamente personale, tratta da un suo stesso romanzo e ambientata nella Napoli degli anni Settanta, fra pantaloni a zampa, francobolli acidi, crisi matrimoniali e nuovi amori. Il tutto visto dagli occhi innocenti di Peppino (Luigi Catani), un ragazzino di neanche dieci anni che vive in una famiglia disfunzionale. I suoi genitori Antonio (Luca Zingaretti) e Rosaria (Valeria Golino) sembrano una normalissima e felice coppia, ma in realtà lui tradisce lei. Rosaria cade in un esaurimento nervoso, e Peppino finisce nella sfera di influenza dei giovani zii hippie (Cristiana Capotondi e Libero De Rienzo). Non bastasse, c’è di mezzo pure un amico immaginario: è Gennaro (Vincenzo Nemolato), il cugino di Peppino che si credeva Superman, ma è morto sotto un autobus.
Cotroneo mette in scena una realtà coloratissima, anche grazie alla variopinta fotografia di Luca Bigazzi. Napoli diventa di per se stessa un trip allucinogeno e un luogo surreale dove si aggirano figure caricaturali e storie più terra terra. Una distinzione netta tra l’universo visto dagli occhi del bambino, e quindi fantasioso e puro, e quello degli adulti, in particolare Antonio e Rosaria, invischiati in una trama di tradimenti e depressione che nella maggior parte dei casi rimane estranea al bambino. Peppino usa l'amico immaginario/cugino/supereroe per sfuggire, da una parte, proprio alle crisi familiari. Ma infine tocca a Gennaro farsi portavoce della morale del film: diversoè bello, e la normalità è un concetto sopravvalutato. La pellicola diverte e fa pensare, intrattiene con garbo e funziona molto anche a livello visivo, laddove falliscono molti prodotti nostrani, sepolti dalla loro piattezza espressiva. “La kryptonite nella borsa” è invece ricco di invenzioni, e grazie ad esse si fa anche perdonare per alcuni strati di “ciccia” che avrebbero dovuto essere tagliati per rendere il tutto più fluido e meno “ameliano” (ad esempio la storia d’amore di un’amica della madre che non aggiunge nulla al film). Come opera prima, comunque, è di tutto rispetto, e ora attendiamo con ansia la prossima prova registica di Cotroneo.
“La kryptonite nella borsa” sarà distribuito da Lucky Red a partire dal 4 novembre.
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- LA KRYPTONITE NELLA BORSA |
- LUCA ZINGARETTI |
- VALERIA GOLINO |
- IVAN COTRONEO |
- FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA 2011
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