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Interviste

Intervista a Matthew Vaughn, regista di X-Men: L'inizio

Matthew Vaughn e i suoi mutanti di prima classe

Intervista al regista britannico che, dopo “Kick-Ass”, porta sugli schermi “X-Men: L’inizio”

Era proprio una questione di destino per Matthew Vaughn, che nel 2005 è  arrivato vicino alla regia di “X-Men: Conflitto finale”, rinunciando al film all’ultimo minuto e finendo per essere sostituito da Brett Ratner. Adesso, dopo il grande successo di “Kick-Ass” (qui la nostra recensione), l’ex produttore di Guy Ritchie è finalmente tornato ai mutanti Marvel, dirigendo “X-Men: L’inizio”.

Jennifer Lawrencee X-Men: L'inizio

Dopo aver mollato il terzo "X-Men", ha mai pensato che un giorno sarebbe tornato al lavoro sul franchise?
Dopo “Kick-Ass”, volevo fare qualcosa di completamente diverso, e il fatto che Bryan Singer fosse nuovamente coinvolto nella serie ha suscitato ulteriormente il mio interesse. Quando ho cominciato a lavorarci sopra, ho incontrato un gruppo di collaboratori entusiasti e ottimisti, che continuavano a dire: “dai, mettiamocela tutta per fare l’impossibile”.

Quanto è stato duro l’approccio al progetto?
Quando lavoravo a “X-Men 3” era tutto pronto e il cast era già stato assemblato, io non dovevo far altro che raccontare la storia. Qui, invece, abbiamo dovuto trovare tutti gli attori, ricreare gli anni Sessanta - una cosa tutt’altro che facile - e organizzare tutto il resto. Non avevamo niente, ma ho sempre voluto fare un film ambientato negli anni Sessanta che strizzasse l’occhio alla saga di James Bond, e sono sempre stato affascinato dalla crisi dei missili di Cuba. Non volevo passare due anni a cercare un altro progetto sui cui lavorare e mi piaceva l'idea di concentrarmi esclusivamente sulla regia e rimanere fuori dalla produzione.

James McAvoy in X-Men: L'inizio

Ci può parlare di come avete messo insieme il cast?

Gli attori sono perfetti. È stato molto divertente e mi ritengo fortunato. Sono stato fortunato in ogni film che ho fatto, per me il casting è una cosa molto seria… se lo centri perfettamente, allora hai già azzeccato metà del film. Ho fatto una lista di miei preferiti per il ruolo del Professore X e James McAvoy è sempre stato in cima: è stato il primo che ho incontrato e mi ha detto subito di sì. Ho sempre pensato che avesse tutto quello che il ruolo richiedeva, negli altri film della serie Charles era il più grande degli insegnanti, sempre calmo come un buddista. Qui, invece, vediamo un personaggio un po’ più divertente: McAvoy è perfetto ed è un tipo proattivo che corre sempre su e giù per il set.  

E di Michael Fassbender cosa può dirci? Lui ricorda un po’ lo Sean Connery dei film di Bond…

Lui è Bond, punto. La cosa più bella di Magneto è che è un villain con cui il pubblico può identificarsi: non è Lex Luthor che vuole distruggere il pianeta o fare soldi a palate. Non è nemmeno tanto cattivo, per me ha una filosofia diversa, e in un certo senso ha ragione. Sente che non deve essere sterminato dagli umani soltanto perché lui è più evoluto.

Ma la vera minaccia per i mutanti, è un altro mutante, Sebastian Shaw…

E lui è un po’ come il classico villain dei film di Bond. Vuole che Russia e America si sterminino a vicenda ed è in grado di manipolare tutti. Ma non lo sentirete mai pronunciare battute come: “Erik, adesso devi proprio morire”… peccato, avrei dovuto inserirla! Sarebbe stata divertente!

Questo film è un po’ diverso dagli altri film della saga ed è diverso dal tipico blockbuster estivo...

Non lo definirei un grosso film. Ha grandi idee e grandi momenti. Ma non ci stiamo affidando a grossi effetti speciali per portare avanti la storia. Gli effetti di questo film sono un po’ come i personaggi di supporto, a differenza di molti film sui supereroi dove gli effetti sono al primo posto. Questo film è un po’ come il primo “Iron Man”, dove c’erano ottimi personaggi e ottimi set. L’azione non è importante sopra ogni cosa. Si tratta di un vero thriller e un film incentrato sui personaggi.

Michael Fassbender in X-Men: L'inizio

Ci può parlare della scelta dei costumi blu e gialli che sono fedeli a quelli dei fumetti originali di Jack Kirby?
Ho pensato che quei costumi sarebbero stati cool. E poi nei fumetti degli anni Sessanta c’erano quei costumi… dovevamo usarli per forza.

Si tratta del primo X-Men senza Wolverine tra i protagonisti. Questa sua assenza vi è in qualche modo pesata?
A dire la verità no. Sono gli X-Men, non Wolverine da solo. Mi sarebbe piaciuto avere Wolverine tra gli eroi, ma sarebbe stato uno di quegli errori che fanno in molti film, e cioè sparare tutte le pallottole migliori subito. Bisogna che i personaggi si gudagnino i gradi prima di introdurre Wolverine. Lui è un vero antieroe e bisogna metterlo contro tutti gli altri personaggi, ecco perché i primi due X-Men funzionavano così bene.


X-Men: L’inizio” è distribuito nelle sale dalla 20th Century Fox

Per saperne di più
Il trailer del film
Le recensioni americane: la stampa USA applaude i mutanti

 

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