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Interviste

Trespass, Intervista a Joel Schumacher

Joel Schumacher racconta in esclusiva Trespass

Anche se ormai il suo cinema è tranquillamente evitabile, Joel Schumacher rimane un regista con cui parlare è sempre un piacere...

Una famiglia in crisi, composta da due genitori che non si trovano più e una figlia ribelle. Un trio che però si ritrova quando è costretto a fronteggiare il pericolo di un branco di malviventi inesperti ma pericolosi, che intendono rubare i diamanti tenuti in custodia dentro la lussuosa casa. Una notte in cui il rapporto tra rapitori e ostaggi rischia di diventare un gioco al massacro.

Questo è “Trespass”, nuova regia di Joel Schumacher interpretata da Nicolas Cage, Nicole Kidman e Cam Gigandet, film realizzato in soli quaranta giorni. "Volevo ritrovare le emozioni di film più piccoli e soddisfacenti come 'Tigerland' o 'In linea con l'assassino' - esordisce Schumacher - film piccoli e girati praticamente in un solo ambiente. Mi piace confrontarmi con queste sfide produttive: provare molto i personaggi e poi girare in fretta con attori collaudati e affidabili." Soltanto che stavolta il piccolo miracolo degli altri film proprio non riesce - mi verrebbe da obiettargli - anche perché gli attori, soprattutto quelli più famosi, collaudati non sembrano proprio...

Nicolas Cage e Nicole Kidman in Trespass

Schumacher sembra leggermi nel pensiero dal momento che tira fuori un sorriso sardonico e parte a difendere Nicolas Cage: "Guarda che Nic è un grande attore, uno di quegli animali da set, tutto generosità e trovate personali. Poi ha una capacità di immedesimazione nel personaggio che è totalmente fisica, un po' come Bob De Niro". Di nuovo la mia lingua viene frenata dall'istinto: "Sì, come il De Niro frollato degli ultimi anni, non certo quello di 'Taxi Driver' o 'Toro scatenato'!". Stavolta per fortuna non pare aver intuito il mio scetticismo, altrimenti avrei probabilmente dovuto abbandonare l'intervista, e onestamente mi sarebbe dispiaciuto perché Schumacher è una persona tutt'altro che noiosa da ascoltare. La sua visione del cinema e più in generale della vita è rilassata e filosofica, quindi sincera. Ad esempio mi spiazza la sua risposta quando gli chiedo se "Trespass" sia un film sulla paura dell'ignoto: "Tutt'altro spero! Quello che mi interessa raccontare con questo film è che tanto se vogliono colpirti ci riescono comunque, quindi è inutile stare a barricarsi dentro casa vivendo nel terrore, paralizzati dall'idea che fuori la gente è malvagia. Togliamo una buona volta i lucchetti alle porte proviamo a vivere alla giornata, liberi dal condizionamento psicologico che il prossimo voglia per forza farci del male!".

Nicole Kidman e Cam Gigandet in Trespass

Per questo smaliziato cineasta non si può non provare simpatia, anche adesso che risulta evidente che fare buon cinema non è più una sua priorità. Insomma, se "Trespass" è un thriller che si basa su una sceneggiatura approssimativa e su interpretazioni faticose – a parte un bravo Ben Mendelsohn – e quindi non convince, chiacchierare col suo autore e per vie trasversali anche di massimi sistemi (applicati al cinema da un signore che alla veneranda età di 72 anni sembra godersela eccome) è stata una piccola delizia.

"Trespass", in uscita negli USA il 14 ottobre, non ha ancora un distributore italiano.  
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