Il vecchio Marty non ha dubbi: “Il cinema si divide in due: prima e dopo ‘La dolce vita’”. Arrivato all’Auditorium per presentare la versione restaurata del capolavoro del maestro Fellini, Scorsese non riesce a contenere il suo entusiasmo: “Ricordo perfino quando vidi il primo trailer. Era il 1959, un periodo di cambiamento in America, il momento in cui la censura era stata abbattuta. Fino ad allora quando si pensava a un film epico, ti venivano in mente ‘Ben Hur’ e ‘Spartacus’, ma nessuno si era mai confrontato con un’opera moralmente intensa, intelligente e matura come quella di Fellini”.
E Scorsese alza il tiro precisando che: “La dolce vita ha portato il cinema avanti. Era Fellini al punto più alto della sua carriera: l’era della Fellinesque. Lui era proprio come un artista: quando vedete un suo film non potete fare a meno di notare il lavoro che fa con le luci, con i suoi attori e ogni sua singola inquadratura. Non c’è una storia precisa nel corso delle quasi tre ore di film, perché il regista riflette la vita così com’è. Dipingeva i film come affreschi in cui la narrativa lasciava il posto ai personaggi e alla società e da quel momento non tornò più indietro, esagerando sempre di più, prendendo il grottesco e spingendolo oltre. In questo modo Fellini ha cambiato il mondo”.
In occasione della presentazione al Festival di Roma de “La dolce vita”, la Medusa Film distribuirà la pellicola in dodici città italiane la prossima settimana. Il capolavoro di Fellini tornerà nelle sale per soli due giorni a ingresso gratuito.

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Martin Scorsese folgorato da La dolce vita
Il regista al Festival di Roma presenta la versione restaurata del capolavoro di Federico Fellini: "L'uomo che ha rivoluzionato il modo di raccontare una storia sul grande schermo"

30.10.2010 - Autore: Pierpaolo Festa







