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Fallen, il regista Scott Hicks presenta la saga che raccoglie l'eredità di Twilight

Gli angeli caduti sostituiscono i vampiri nella storia d'amore tratta dai romanzi di Lauren Kate

26.01.2017 - Autore: Pierpaolo Festa (Nexta)
Sono circa quattrocentocinquanta le pagine che compongono Fallen, romanzo di Lauren Kate (edito in Itaila da Rizzoli) nel quale seguiamo di Lucinda "Luce" Price, diciassettenne che viene mandata in un istituto correzionale all'interno del quale si ricorderà del suo passato e di come questo ha a che fare con dimensioni parallele, vite precedenti e una guerra tra angeli e demoni per la conquista della sua anima. 
 
Questo primo romanzo, che ha inaugurato una serie di quattro libri, diventa ora un film che potrebbe colmare il vuoto lasciato da Twilight: gli angeli caduti prendono il posto dei vampiri in scena, ma si tratta sempre di personaggi ad alto tasso romantico. Torneranno in futuro anche in altri episodi della saga cinematografica? Dipenderà dai risultati al botteghino. La prima sfida è stata quella di inglobare le quattrocentocinquanta pagine in un film di novanta minuti: portare in scena un adattamento con un senso narrativo compiuto che avrebbe garantito spettacolo ed emozioni sul grande schermo. Ci ha provato Scott Hicks, regista australiano che conosciamo soprattutto per Shine e Cuori in Atlantide
 
La domanda è: come si fa dunque a "scartare" tutte quelle pagine senza far infuriare i milioni di fan di Lauren Kate? Risponde il regista: "Si tratta di scelte spietate da compiere. Ma sono inevitabili se vuoi trovare il cuore del libro... e cioè la storia d'amore tra Luce e Daniel: due personaggi legati in una relazione eterna. Ecco cosa rende Fallen interessante". 



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Avevi sentito la stessa pressione anche nei confronti di Stephen King e dei suoi fan quando hai girato Cuori in Atlantide? 
No quella volta mi hanno chiamato a dirigere il film quando ormai la sceneggiatura era pronta. Lavoro da anni a Fallen e ho supervisionato l'adattamento con Michael Ross, lo sceneggiatore principale. Lui era pieno di idee ed è riuscito a cogliere la mitologia dei personaggi. Il mio lavoro è stato tenere gli occhi puntati sulla storia d'amore. Se non avessimo colto bene il sentimento tra Luce e Daniel allora il film non avrebbe avuto senso. 
 
Come funzionava sul set: avevate una copia del romanzo Fallen sempre a disposizione per consultazioni di emergenza? C'era una linea diretta con Lauren Kate anche durante le riprese?
(sorride) In realtà Lauren è rimasta molto lontana dal processo di sceneggiatura. E' stata lei a volere così: ci ha lasciato sviluppare il film. Poi un giorno è venuta sul set rimanendo sbalordita davanti ai costumi di scena e alle ambientazioni. Direi che lei ci ha aiutato soprattutto ad annunciare il film ai suoi lettori: i seguaci di questa saga venivano puntualmente aggiornati da lei sui social media.  


 
Dopo tre anni di lavoro al film mi chiedo se hai capito cosa significa esattamente il termine "Young Adult". Io ho ancora problemi a trovare una definizione, tu?
(sorride) Hai proprio ragione! Possiamo individuare i lettori di Lauren Kate all'interno di una fascia d'età che va dai 12 ai 28 anni. Ecco forse Young Adut indica quello spazio, ma è anche un termine di marketing che indica "gli adolescenti". Ma la verità è che l'adolescenza non si ferma a vent'anni: continui a crescere e costruire le tue emozioni per anni e anni. Ecco perché non credo che questa storia si rivolga solo a quella fascia d'età. 

Perchè dunque questi temi parlano a una generazione di adolescenti?
Credo che uno degli elementi che amano di più sia il fatto che i personaggi di Fallen non invecchiano mai. Si parla di diverse epoche, ma gli angeli hanno sempre lo stesso aspetto. Ecco cosa li rende affascinanti. Poco fa ti dicevo che non c'è una fascia di età per questa storia, d'altra parte ho imparato a conoscere i fan di Lauren Kate. A volte sono veramente "fanatici" perché amano questi personaggi: quando il trailer è stato lanciato su internet, ho visto con i miei occhi alcuni video in cui i fan si filmavano per cogliere la loro reazione nel momento in cui lo vedevamo per la prima volta. Urlavano d'emozione e io ero scioccato! E' un'esperienza nuova per un regista di sessantatre anni. Mi sono reso conto che per molte persone non si tratta di un libro o di un film, ma di parte della loro vita. 


 
Il film è anche composto da una dose massiccia di effetti speciali con i quali porti in scena lo scontro tra angeli e demoni. Se penso a "un effetto speciale" visto in un tuo film precedente, mi ricordo subito della "sequenza di Rachmaninov" in Shine. Quello era uno effetto speciale. Questa volta però hai dovuto lavorare con la computer grafica, quanto ha rappresentato una novità per te?
E' curioso che citi Shine, mi fai pensare a una cosa che mi ha detto Steven Spielberg dopo aver visto il film: mi ha chiesto subito degli effetti speciali. Gli ho risposto: "non ne so nulla, sei tu l'esperto!". E a quel punto Steven mi ha detto: "il tuo film ha il più grande effetto speciale di sempre, l'emozione!". Questo è un po' il compito del mio cinema: era vitale per me che gli effetti non invadessero le emozioni di Fallen. Allo stesso tempo ho cercato di portare in scena degli effetti visivi mai visti prima: le ali dei protagonisti, per esempio, sono una proiezione della loro energia. E le manifestano quando ne hanno bisogno. La mia ammirazione per chi lavora nel mondo degli effetti speciali è enorme, perché ci vuole tantissima pazienza.
 
L'ultima domanda riguarda la ricerca dell'attrice che interpreta Lucinda. Quanto è stato difficile scovare Addison Timlin?
E' stato il compito più duro. Senza dubbio. Sin dall'inizio sapevo che non avremmo avuto un cast di star, perché si tratta di protagonisti giovanissimi. Avremmo cercato soprattutto attori all'inizio della loro carriera: quindi la cosa più importante era la forza della loro performance. La nostra Lucinda può fare qualsiasi cosa: Addison è coraggiosa, intrepida e allo stesso tempo sa essere vulnerabile e timida. A volte mi bastava un solo ciak per avere da Addison quello che cercavo. Un solo ciak. Cercavo però di costringermi a fare più riprese. Mi dicevo continuamente: "uno ciak è perfetto ma non basta!". 

Fallen è distribuito nei cinema da M2 Pictures.