il labirinto del fauno,guillermo del toro
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Il regista di “Hellboy” si prepara a girare il suo progetto più ambizioso: l'adattamento del romanzo breve di H.P. Lovecraft “At the Mountains of Madness”

Del Toro parte per le montagne della follia

Il regista di “Hellboy” si prepara a girare il suo progetto più ambizioso: l'adattamento del romanzo breve di H.P. Lovecraft “At the Mountains of Madness”

Guillermo del Toro avrà pure abbandonato “Lo Hobbit”, ma si è scelto con cura il progetto che lo terrà impegnato nei prossimi mesi: “At the Mountains of Madness”, tratto dal romanzo breve “Le montagne della follia” di H.P. Lovecraft. Un film che da sempre voleva realizzare, e che ora diventerà realtà grazie a James Cameron, che produrrà la pellicola 3D. Noi abbiamo letto il romanzo originale, e vi presentiamo le nostre impressioni di seguito.

Le montagne della follia

Snobbato durante la sua vita, Lovecraft è ora venerato come uno dei più importanti autori del fantastico di tutto il Ventesimo Secolo: la sua prosa ricca di immagini inquietanti e i suoi cicli tra fantascienza, horror e incubo, hanno informato tutta una parte dell'immaginario collettivo di romanzieri, registi e sceneggiatori. “Le montagne della follia” non fa eccezione, anzi per certi versi è uno dei punti più fondamentali della bibliografia di Lovecraft, perché contiene in nuce molti elementi che sarebbero poi riapparsi qua e là in un secolo di cinema orrorifico. A partire dall'ambientazione, l'Antartide misterioso (siamo negli anni Trenta) che fa da sfondo a una spedizione umana destinata a rivelare spaventose verità sepolte sotto il ghiaccio: una specie di alieni, noti solamente come gli Antichi e giunti sulla terra milioni di anni fa, ha creato la vita e dominato il pianeta prima dell'avvento dell'Uomo.

Guillermo del Toro

Ci possiamo trovare evidenti tracce de “La Cosa”, non solo il racconto di John W. Campbell da cui fu tratto il film di Christian Nyby e Howard Hawks, ma soprattutto il remake di John Carpenter, guarda caso un grandissimo fan di Lovecraft. Dunque, “Le montagne della follia” sembrerebbe una storia facile da adattare al grande schermo: ma non è del tutto vero. Il problema principale è nella struttura stessa del romanzo: non c'è traccia della classica scaletta da cinema horror, con i mostri che fanno fuori uno a uno i protagonisti. Anzi, Lovecraft ha cura di spiegare, in un flash-forward, che i due avventurieri protagonisti sopravvivranno agli eventi, anche se danneggiati psicologicamente. Del Toro avrà dunque l'infelice compito di reinventare la trama affinché funzioni per il cinema, ampliando il numero di personaggi, scambiandoli di posto nella storia e soprattutto alzando il tiro per quanto riguarda il numero di creature. Nel romanzo, infatti, i mostri sono più che altro suggeriti e mai introdotti platealmente in una scena. Altri tempi, quando l'orrore era più concettuale che computerizzato.

La città nascosta nei ghiacci

Eppure, Del Toro è la scelta perfetta per questo progetto, soprattutto per la sua grande capacità di fondere computer graphic e trucchi pratici vecchio stampo, come in “Hellboy 2”. In un'intervista al New York Times, ha dichiarato di voler terrorizzare il pubblico, tramite un horror pensato per un budget elevato, nella vena de “Gli uccelli” di Alfred Hitchcock. “Il problema dell'horror è che si tratta di un genere clandestino - spiega, mentre nel caso di Hitchcock  - avevamo un regista di punta che usava tecnologia ottica ed effetti speciali all'ultimo grido”. Per questa sua ambizione, il progetto non ha ancora ottenuto luce verde, anche se la Universal ha stanziato dei soldi per la creazione di concept art che, entro giugno, verrà presentata allo Studio: a quel punto, si deciderà se produrre il film o meno. Del Toro è attualmente al lavoro negli uffici della Lightstorm di James Cameron, a Santa Monica, dove con un team di artisti sta immaginando gli Antichi e i loro aiutanti mutaforma, gli Shoggoth. “Ray Harryhausen diceva sempre, 'Quando immagini una creatura, pensa a un leone. Un leone può essere maligno o benevolo, a seconda di quello che fa. Se la tua creatura non ci riesce, allora è un cattivo design'. Quando vedrete le nostre creature, non penserete subito 'Che bel mostro', ma vi chiederete da quale acquario siano uscite. Devono sembrare totalmente possibili nella loro impossibilità”. Del Toro ha pensato anche ad un modo di includere Cthulhu, la creazione più famosa di Lovecraft, nel climax del film: “Le sue ali membranose si estendono, colmando l'orizzonte, la sua testa abominevole contrasta con i lampi nelle nuvole!”.

Il piano è quello di girare in Canada, per ottenere riprese di vere montagne innevate. Ora, tutto è nelle mani della Universal: non resta che sperare che lo Studio voglia premiare l'ambizione, invece di archiviarla per paura di rischiare.
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