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CANNES: PARK CHAN WOOK HA SETE DI SANGUE

Pierpaolo Festa, nostro inviato a Cannes 16/05/2009

Il regista di “Old boy” presenta in concorso “Thirst” melodramma vampiresco in cui un prete cattolico diventa un non morto assetato di sangue. Abbiamo incontrato l’autore.

Cannes - Dopo una trasfusione di sangue infetto, il prete cattolico Sung-hyun, è soggetto a strani cambiamenti: i suoi sensi migliorano notevolmente, il corpo diventa piu potente e le sue abitudini alimentari cambiano radicalmente... dal momento che presto si ritrova a rubare sacche di sangue dagli ospedali. Nella sua nuova vita da vampiro, Sung-hyun ha solo una regola: non uccidere. Questa sara’ messa a dura prova, nel momento in cui s’innamora della giovane Tae-ju, sua amica d’infanzia.



Questa e’ la premessa di “Thirst”, il nuovo film di Park Chan-Wook presentato in Concorso alla 62sima edizione del Festival. Sangue, sentimenti e qualche risata, ecco il nuovo melodramma vampiresco messo in scena dal regista di "Old Boy" che questa volta sceglie un sacerdote come antieroe horror: “Se il Vaticano fosse interessato al mio film un po’ come lo e’ stato con quello di Tom Hanks, sarei davvero contento – dice il regista -  Il mio eroe e’ un prete e la mia idea non e’ quella di criticare la religione, che in realtà rispetto molto. Ho pensato a un prete, perché stavo cercando un personaggio puro, il più umano che la nostra società possa avere. Un uomo la cui vita è interamente dedicata agli altri… e che, improvvisamente, ha bisogno di bere del sangue per sopravvivere… ero davvero curioso riguardo ai dubbi che avrebbe sollevato”.


 
In una stagione cinematografica dove i vampiri sono i personaggi piu amati sul grande schermo (pensiamo a "Twilight" e allo svedese "Lasciami entrare"), lo scopo di Park era quello di trovare una sua prospettiva personale in questo genere di film: “Sono dieci anni che mi dedico al progetto – continua il regista - e il mio scopo principale era quello di evitare qualsiasi cliché del genere vampiresco, tipo crocifissi o aglio. Ne’ tantomeno mostrarli affascinanti come in Intervista col vampiro… volevo, invece, che fossero totalmente reali, specialmente dal punto di vista scientifico”.



La pellicola divide la critica e aumenta di qualche grado il termometro dello scandalo qui a Cannes, specialmente grazie ad una sequenza d'amore e morsi... tuttavia il regista sdrammatizza: “Si, abbiamo usato tantissimo sangue, e ci sono tante scene violente nel film, ma personalmente, quando vedo queste sequenze sullo schermo, scoppio a ridere”.

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