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Film

Bed Time recensione Jaume Balaguero

Bed Time – La nostra recensione

Dal regista di Rec, un thriller che richiama Polanski ma, nonostante un'ottima premessa, non dice nulla di nuovo

Un altro giorno sorge a Barcellona, un uomo si sveglia nel proprio letto, accanto alla sua donna. Si alza senza fare rumore e va al lavoro. Un scena qualunque, che chiunque avrà vissuto. Peccato che l'uomo non sia nel suo appartamento, nel suo letto e che quella non sia la sua ragazza. Quell'uomo si chiama Cesar, è il portiere del palazzo e la ragazza è totalmente ignara della sua presenza.

Bed Time recensione Jaume Balaguero - Luis Tosar
La nostra video-intervista a Jaume Balaguerò

Una premessa inquietante che è anche la cosa migliore di Bed Time, nuovo thriller del regista di Rec, Nameless e Darkness, lo spagnolo Jaume Balaguerò. Esatto, thriller: il regista abbandona l'horror tout court per un film che non ha nulla di sovrannaturale, ma si rifà più esplicitamente al cinema di Roman Polanski ed evoca paure primordiali grazie a un'idea – nata dalla mente dello sceneggiatore Alberto Marini – che si insinua sotto la pelle e ha il potere di turbare il sonno dei più impressionabili. Il guaio è che Balaguerò non riesce a tenere fede a quella sensazione di soffocamento che evoca nei primi minuti del film, e alla lunga il gioco diventa stanco e poco incisivo.

Colpa in parte di un protagonista non troppo convincente nei panni del maniaco: Luis Tosar ce la mette tutta ma non riesce mai a far veramente paura, nonostante le sue azioni riprovevoli. E la sceneggiatura aggiunge una punta di ridicolo quando Cesar si trasforma in una sorta di “vampiro emozionale” che si nutre della sofferenza psicologica delle sue vittime. Anche qui, si tratta di uno spunto buono gestito alla meno peggio, a riprova che forse Balaguerò non ha una grande mano nel dirigere gli attori, che nel caso di un genere come questo, con dei dialoghi a volte un po' sopra le righe, forniscono un'ancora per mantenere il film coi piedi per terra impedendogli di imboccare la strada dell'auto-parodia.

Bed Time recensione Jaume Balaguero - Balaguerò dirige Marta Etura
Il trailer di Bed Time

Ma in fondo, il vero problema di Bed Time è che non dice nulla di nuovo né dal punto di vista della storia né, soprattutto, della messa in scena, piatta e poco incisiva. Peccato davvero, perché gli punti interessanti non mancano, compresa l'ambientazione in un vecchio condominio che fa tanto Rec. Ma gli spunti non bastano.

Bed Time, in uscita il 27 luglio, è distribuito in Italia da Lucky Red.
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