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Toni Servillo

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biografia
Cresciuto in un collegio, Toni sale per la prima volta su un palco alla vigilia della maturità classica, portando il testo di Bertolt Brecht "Le visioni di Simone Machard". Alla fine degli anni Settanta e gli inizi degli Ottanta, continua la sua attività teatrale, avvicinandosi, nel 1986 al gruppo Falso Movimento e quindi al regista Mario Martone, che lo imporrà nel 1992 con il film "Morte di un matematico napoletano" con Anna Bonaiuto, Carlo Cecchi, Licia Maglietta e Vincenzo Salemme. Nel 1997 è la volta di "I Vesuviani" (1997) e "Luna Rossa" (2001). Molto amato da Paolo Sorrentino, veste per lui prima i panni di un cantante ne "L'uomo in più" (2001), e successivamente in quelli dell'insonne e drogato Titta De Girolamo ne "Le conseguenze dell'amore" (2004) con cui vince il David di Donatello e il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista. Torna poi in teatro, dove mette in scena soprattutto testi di Eduardo De Filippo. E parallelamente gira la pellicola "Lascia perdere Johnny" (2007) di Fabrizio Bentivoglio e il noir "La ragazza del lago" (2007). Inoltre è uno dei protagonisti del film "Gomorra" (2008), di Matteo Garrone e della pellicola "Il Divo" di Paolo Sorrentino.