E passato oggi per la sezione competitiva Controcampo Italiano, Hollywood sul Tevere, documentario del giornalista Marco Spagnoli che ha saccheggiato lArchivio dellIstituto Luce per raccontarci gli americani a Roma e unepoca dOro del Cinema.
E’ passato oggi per la sezione competitiva Controcampo Italiano, “Hollywood sul Tevere”, documentario del giornalista Marco Spagnoli che ha saccheggiato l’Archivio dell’Istituto Luce per raccontarci gli americani a Roma e un’epoca d’Oro del Cinema.
Le Stelle viste da vicino
E’ passato oggi per la sezione competitiva Controcampo Italiano, “Hollywood sul Tevere”, documentario del giornalista Marco Spagnoli che ha saccheggiato l’Archivio dell’Istituto Luce per raccontarci gli americani a Roma e un’epoca d’Oro del Cinema.
Marco Spagnoli grazie all’Istituto Luce che gli ha messo a disposizione il suo tesoro senza fondo, alla montatrice Patrizia Penzo e alle musiche di Pivio e Aldo De Scalzi con “Hollywood sul Tevere” ci fa fare un viaggio a ritroso, di tipo proustiano, quando le star erano star e il cinema era un’industria. Roma negli anni dai ’50 ai ’70 è stato un luogo fondamentale per la storia del cinema mondiale. “Quando mi sono messo al lavoro su questo documentario – ci dice Spagnoli – mi sono posto quattro regole. Primo: nessuna intervista ai superstiti del periodo della ‘dolce vita’, solo utilizzo di materiali di repertorio; Secondo: un montaggio velocissimo che cogliesse soprattutto i particolari di ogni singolo attore; Terzo: una voce narrante che ricordasse quella delle dive di allora e l’ho trovata in Daniela Cavallini; Quarto: le musiche del film sono la vera sceneggiatura del racconto. Quindi non abbiamo utilizzato nessuna musica o canzone di quegli anni ma Pivio e Aldo De Scalzi hanno creato una vera e propria colonna sonora dietro la quale si nasconde il mio modo di volere raccontare quel tipo di cinema, quel periodo, quei personaggi straordinari e questo materiale pazzesco con il quale ho avuto a che fare. Tutto questo per evitare qualsiasi effetto nostalgia che non mi interessava affatto ma, al contrario, per ricordare che tutto ciò che vedete è successo e potrebbe riaccadere. Occorre ‘solo’ che il Governo (quello attuale o quelli a venire), tutte le Istituzioni, gli addetti ai lavori, si ricordassero che il cinema è un’industria e andrebbe trattata come tale”.
Più di mille cinegiornali visionati, foto, filmati, un lavoro lungo e particolarmente impegnativo sta dietro a questo documentario e lo si percepisce chiaramente durante la visione. “Hollywood sul Tevere” passerà sul canale satellitare Studio Universal i primi di novembre mentre poco prima di Natale arriverà nei negozi per l’home-video distribuito dalla Universal Pictures Italia. “E’ stato un vero privilegio – conclude l’autore – potere entrare in un tesoro come quello di Cinecittà Luce, potere offrire al pubblico quella che è una rilettura e, al tempo stesso, una scoperta visiva del grande passato e di anni indimenticabili. Speriamo che il film sia di buon auspicio e che possiamo sperare in un futuro produttivo altrettanto elegante e glamour”.
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