Fast and Furious 5 - la recensione del film
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Fast and Furious 5 - la recensione del film
Visto il successo lusinghiero del quarto capitolo delle avventure del ladro di costose automobili Dominic Toretto (Vin Diesel) – 155 milioni di dollari incassati in America, 350 in tutto il mondo – era inevitabile un nuovo capitolo della saga di “The Fast and the Furious”. Richiamato alla regia Justin Lin, al timone di terzo e quarto capitolo, cineasta che ovviamente tende ad accentuare la componente spettacolare e l’azione pirotecnica.
Rispetto ai capitoli precedenti però ci sono delle novità: prima di tutto un uso più esplicito e visivamente organizzato della violenza, inserito nel franchise grazie al nuovo personaggio di Hobbs (Dwayne Johnson). In secondo luogo anche le citazioni cinematografiche in questo “Fast & Furious 5” risultano maggiormente organizzate: da “Ocean’s Eleven” a “Heat – La sfida”, lo sceneggiatore Chris Morgan ha pescato con gusto ed una certa intelligenza dal miglior cinema action del passato per inserire scene e situazioni dentro uno script ovviamente tirato a lucido per lasciare più spazio possibile allo spettacolo. La formula appare abbastanza collaudata, e per almeno tre quarti di film ci si diverte a seguire le gesta acrobatiche e le psicologie spicciole dei vari personaggi in scena. Certo, non aspettatevi un cinema per palati fini, oppure interpretazioni di spessore introspettivo. Dai protagonisti Vin Diesel e Paul Walker ai comprimari Dwayne Johnson, Jordana Brewster ed Elsa Pataky, è onestamente difficile trovare una prova d’attore che possa dirsi almeno convincente, anche perché comunque tutti i ruoli sono ormai impostati per essere “tipi fissi” e non certo evoluzioni emotive o psicologiche degne di nota.
Ma torniamo allo spettacolo, che poi è la cosa che più conta in questo tipo di produzione: Justin Lin mette in scena un lungometraggio che indiscutibilmente possiede un ritmo scatenato e delle scene visivamente degne di nota. La credibilità, che come ovvio va sospesa quando si tratta di blockbuster hollywoodiani – regge sufficientemente fino all’epica sequenza finale, in cui davvero vengono proposte situazioni oltre il limite per non far scattare nello spettatore un minimo più smaliziato il sorriso incredulo. “Fast & Furious 5” decisamente non poggia mai il piede sul pedale del freno, e propone un susseguirsi di azione che cresce sena dopo scena, fino ad un’apoteosi conclusiva esorbitante. Ci si diverte, è innegabile, anche perché l’ambientazione esotica di Rio de Janeiro consente soluzioni visivamente piuttosto originali.
Più del sollazzo da pop-corn movie, però, proprio non si riesce ad andare, e questo è comunque un limite anche quando le intenzioni della produzione sono esplicitamente quelle di lavorare in totale superficie.
di Adriano Ercolani
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mercoledì 22 giugno 2011
ore 18:03