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Hitman

Hitman

Con i 30 milioni di dollari incassati in America in pochi giorni di programmazione Hitman sembra per il momento rivelarsi un buon successo commerciale.

03.12.2007 - Autore: Adriano Ercolani
Una potentissima associazione segreta che lavora per conto della Chiesa si occupa di educare giovani orfani all’arte dell’assassinio, addestrandoli ad eliminare con cura tutti coloro che possono essere considerati pericolosi per la pace nel mondo. Uno di questo killer, il cui nome è soltanto il codice 047 (Timothy Olyphant), viene assoldato per far fuori il presidente russo Belicoff (Ulrich Thomsen), e dopo aver portato a termine il compito scopre di essere stato incastrato. Costretto a lottare per la propria vita, l’uomo  anche deciso a smascherare i traditori ed ottenere vendetta a suon di pallottole. Ad aiutarlo la bella Nika (Olga Kurylenko), prostituta ed ex schiava di Belicoff che i cospiratori vogliono eliminare. La scia di sangue che l’agente 047 lascerà dietro di sé viene seguita dall’ispettore dell’Interpol Mike Whittier (Dougray Scott), da anni sulle tracce dell’assassino, o almeno della sua ombra.

Ormai il ponte produttivo tra Europa e Stati Uniti sembra essere stato costruito sui prodotti di puro intrattenimento, più che su uno scambio culturale e cinematografico in grado di impreziosire entrambi i continenti. Uno degli artefici principali di questo fenomeno è senza dubbio Luc Besson, la cui casa di produzione si cela anche dietro questa nuova trasposizione sul grande schermo di un videogame. L’operazione si presenta immediatamente come estremamente commerciale, intenta a soddisfare le esigenze spettacolari di un pubblico giovane e senza particolari pretese artistiche.

Il regista Xavier Gens dimostra una certa padronanza del mezzo cinema, regalando al pubblico almeno un paio di buone scene d’azione, relegate però soltanto nella prima parte della pellicola. Già, perché andando avanti col film la storia si sgretola in fretta, ed anche la messa in scena la segue in un crescendo di banalità narrativa che dovrebbe lasciare abbastanza sconcertati anche i fan del genere. A tenere a galla solo parzialmente il lungometraggio concorre la presenza scenica di Timothy Olyphant, che appare costantemente divertito (ed attratti pure divertente) nell’interpretare il protagonista, monodimensionale come d’altronde la costruzione del film richiede.
Accanto a lui una bellissima Olga Kurylenko, attrice in erba che potrebbe sfruttare in futuro le sue notevoli doti estetiche,e magari migliorare anche la qualità della sua recitazione.

Prodotto realizzato secondo i canoni più avvilenti della routine, “Hitman” è un action con qualche sprazzo isolato e per il resto tanta noia, costante purtroppo di quasi tutti i lavori tradotti dai videogame di cui magari riprendono l’estetica senza però decidersi a scrivere anche una storia convincente, o almeno saldamente funzionale. Con i 30 milioni di dollari incassati in America in pochi giorni di programmazione il film di Gens sembra per il momento rivelarsi un discreto successo commerciale. Lecito quindi aspettarsi altri capitoli dedicati al killer senza nome: speriamo almeno che la qualità dei presunti prossimi sia migliore…

 

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