Bel Ami - la recensione del film

Bel ami
  • Bel Ami - la recensione del film

    Robert Pattinson si toglie i canini per la terza volta nell’epoca "Twilight", cercando di mollare definitivamente lo scettro da King of Emo. Per farlo sceglie un ruolo che perfino i suoi fan avranno difficoltà ad apprezzare.  

    Missione fallita. La sua performance forzata in “Bel Ami” è uno dei grossi problemi del film. Diretta a quattro mani dagli esordienti Declan Donnellan e Nick Ormerod, la pellicola è un adattamento stanco del romanzo di Guy de Maupassant. Un film dal ritmo piatto e dalla messa in scena televisiva. E al centro dell’inquadratura, in ogni scena, c'è Pattinson, veterano di guerra codardo che diventa velocemente uno sciacallo dell'aristocrazia.

    Il protagonista molla l’espressione da vampiro più innamorato che dannato e si presenta ringhiando, sudando e saltando sui letti di ricche signore sposate per arrivare al loro portafoglio. Più l’attore prova a scavare nel vero lato oscuro di un personaggio interessante, più la sua performance risulta legnosa. Fanno meglio le sue vittime Christina Ricci, Uma Thurman e Kristin Scott Thomas, quest’ultima la migliore del cast, sempre convincente in qualsiasi ruolo le venga proposto. Perfino il sesso che è al centro della storia si appiattisce velocemente dopo una prima sequenza erotica tra Pattinson e la Ricci.

    Rimane la cornice storica della Parigi di fine Ottocento, interessante soltanto nelle sequenze iniziali del film. “Bel Ami” è, dunque, un’occasione mancata per Pattinson: una pellicola velocemente trasformata in un melodramma scialbo destinato al dimenticatoio.

    di Pierpaolo Festa

TRAMA

Adattamento della novella di Guy de Maupassant. George Duroy è il prototipo dell'arrampicatore sociale d'ogni tempo: un giovane e fatuo provinciale che scende a Parigi dopo una deludente avventura militare e, sfruttando il... LEGGI TUTTO...

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COMMENTI:
  • Lorena
    venerdì 20 aprile 2012
    ore 13:56
    Sono d'accordo sul ritmo piatto, non è un bel film, ma non su Pattinson. Trovo che sia riuscito a a fare qualcosa di nuovo per sé stesso, non l'ho trovato affatto legnoso, anzi, cattivo, avido e vuoto come il suo personaggio. Assume espressioni che non si erano mai viste negli altri suoi film. E invece mi è mancata Parigi, rimpiazzata con una Budpest contraffatta.

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