Sono le sette e mezza passate e nella sala grande del Lido scorrono sullo schermo le immagini di un mito che tra alterne vicende ha continuato a far sognare fino alla sessantesima edizione. Attori e registi di un cinema indimenticabile. Poi il tempo comincia a scadere. Cerimonie necessarie prima che ancora nuove immagini aprano ulteriori magie.
Sono le sette e mezza passate e nella sala grande del Lido scorrono sullo schermo le immagini di un mito che tra alterne vicende ha continuato a far sognare fino alla sessantesima edizione.
Woody apre con classe
Sono le sette e mezza passate e nella sala grande del Lido scorrono sullo schermo le immagini di un mito che tra alterne vicende ha continuato a far sognare fino alla sessantesima edizione. Attori e registi di un cinema indimenticabile. Poi il tempo comincia a scadere. Cerimonie necessarie prima che ancora nuove immagini aprano ulteriori magie.
In sala grande scorrono subito sullo schermo le immagini di un mito che tra alterne vicende ha continuato a far sognare. Attori e registi di un cinema indimenticabile. Poi il tempo comincia a scadere. Cerimonie necessarie prima che ancora nuove immagini aprano ulteriori magie. "Anything Else" di Woody è il solito film che non lascia delusi. C'è la fantastica New York intellettuale e gli stessi vezzi di sempre. Battute che s'intrecciano e lasciano storditi con l'ansia di non aver colto qualcosa della battuta precedente. Tic di un artista che pur continuando sullo stesso solco non dà mai l'idea di copiare se stesso. Ottimi Jason Biggs e Christina Ricci. Da dimenticare, invece e in fretta , il nuovo lavoro di Rodriguez per percorrere fino in fondo la saga Mariachi. Con un cast straordinario (Banderas, Hayek, Johnny Depp, Mickey Rourke, nonché Eva Mendes ed Enrique Iglesias), "Once Upon A Time In Mexico" delude fino in fondo. Né epica, ne saga, né ironia, né grottesco, né parodia, né magia.
Intanto, le solite polemiche tengono vivi oltre gli schermi. Dopo l'agosto di botta e risposta fra De Hadeln e il sindaco Costa, ieri l'eterna Lollo si è lamentata con il direttore per un mancato Leone alla carriera. Prevale la sincerità, in fondo. Monicelli ha dichiarato che darà il suo voto al film italiano, in caso di equità. E lo stesso De Hadeln non ha alcun torto a lamentare la carenza di sale. Ormai cronico problema di una Mostra che architettonicamente non si è mai rinnovata. Ieri, al Pala BNL, 1700 posti sotto un tendone, hanno avuto accesso solo cento accreditati. Come vedere i film, allora? Forse i più fortunati erano quei pochi che ai film non pensavano affatto. Gli invitati al party Medusa. File di tavolini apparecchiati sulla spiaggia davanti all'Excelsior. Candele, jazz, portate faraoniche. Anche il sogno più elitario di un inarrivabile mondo di lusso ha potuto aprire con le proprie antichissime regole.
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