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VIDOCQ

curtesy of ©Medusa
Francesca Camerino 14/04/2003

I grandi pregi del film di Pitof, al suo debutto alla regia, sono l’utilizzo accurato del digitale per degli effetti visivi da brivido e l’interpretazione di un Depardieu dal carisma prorompente.

IXX sec. Parigi teme un'altra rivoluzione, e un mistero aleggia sulla città. Vidocq (Gèrard Depardieu) è l’unico che potrebbe scoprirlo. Ma è sull’orlo di una fornace aggrappato al bordo e sopra di lui, pronto a spingerlo giù nel precipizio, c’è un personaggio mascherato. Prima di cadere nel vuoto Vidocq è spinto dalla curiosità di conoscere l’identità dell’individuo. La figura solleva la maschera specchiata e il nostro protagonista, travolto dall’orrore, precipita.
E’ da qui che parte il lungo flashback che ripercorre le investigazioni di questo personaggio un po’ ladro, un po’ galeotto, un po’ poliziotto. Una vera e propria celebrità del tempo.
In molti sono incuriositi dalla fine di Vidocq. Più di tutti il giovane giornalista Etienne(Guillame Canet), deciso a far luce sulla misteriosa morte. Dopo la visita nelle zone più buie e malfamate della città le sue scoperte lo portano al socio di Vidocq nell’agenzia investigativa, Nimier (Moussa Maaskri), all’affascinante prostituta-ballerina Préah( Inès Sastre), ai tre uomini Belmont, Veraldi, Lafitte, colpiti e uccisi da un fulmine.
Sarà un complotto politico, una vendetta meditata o il castigo divino? Di cosa saranno colpevoli i tre? Sembra che i tre caposaldi della classe dirigente siano colpevoli del commercio di una particolare “mercanzia”: giovani vergini.
Tutto sembra condurre ad un leggendaria figura maligna, l’Alchimista. Su di lui aleggia un mistero: chiunque guardi la sua faccia perde la propria anima. Ma nessuno sa se si tratti di leggenda o realtà.

I grandi pregi del film di Pitof, al suo debutto alla regia, sono l’utilizzo accurato del digitale per degli effetti visivi da brivido e l’interpretazione di un Depardieu dal carisma prorompente.
Pitof, dopo varie esperienze nel mondo degli effetti speciali, è un esperto del campo avendo lavorato in diversi spot e video accanto a registi di grido come supervisore agli effetti. Il film presenta un nuovo approccio cinematografico: grande mobilità di macchina e utilizzo di un software digitale. Dice il regista al riguardo:” Il film stesso è un effetto speciale, fatto di molti effetti speciali senza mai diventare un film ad effetti speciali”.
L’interesse del regista è dar vita ad un film di fantascienza d’epoca mantenendo la cornice storica della storia originale ma accentuando l’elemento fantasia piuttosto che il realismo. Pitof attinge al patrimonio francese dei film d’epoca, alle caricature e alle illustrazioni del tempo. Inoltre ha preso spunto dalla serie televisiva poliziesca incentrata sulla figura di Vidocq, molto nota in Francia, anche se l’ha rivisitata mantenendo l’ambientazione e i costumi. Dice Pitof: ”In fondo, era parecchio ( “Vidocq l’inafferrabile”di Jacques Daroy è del 1938 n.d.r.) che non si trattava il personaggio al cinema!”.
In più la presenza di uno dei più importanti interpreti della scena cinematografica internazionale: un Gerard Depardieu perfettamente calato nel personaggio ed entusiasta delle riprese tramite camera digitale che, secondo lui, “apre un mondo di possibilità in termini di narrazione”.

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