CONTROCORRENTE SULLA LAGUNA
Controcorrente sulla Laguna
“Cercherò non di non fare l’ennesima gaffe parlando degli Orsi di Venezia…” Esordisce così Moritz de Hadeln, neo-direttore della Mostra della Laguna dopo 22 anni di permanenza alla Berlinale. E’ un intervento breve, quello del direttore nominato “quattro mesi e una settimana fa”, che tiene a precisare quanto sia stato difficile lavorare con l’acqua alla gola: “Aver messo in piedi un festival di tanta importanza e qualità in così poco tempo è stato semplicemente un miracolo”.
Il miracolo diretto da De Hadeln propone una terza via tra il cinema più patinato e la ricerca di nuovi linguaggi: “Abbiamo rispettato il desiderio di alcuni di avere più glamour, senza per questo deludere chi si aspetta da un Festival come Venezia il cinema d'autore e il gusto della scoperta. Una strada intermedia, dunque”.
Per preservare uno spazio al cinema di rottura e di innovazione è stata anche istituita un’area, “Controcorrente”, che sostituisce la sezione “Cinema del Presente” della passata edizione. “Non sarà un concorso di serie B”, tiene a precisare De Hadeln, e per confermare le sue parole basta dare un’occhiata alla lista: Larry Clark, Arturo Ripstein, e Steven Soderbergh, tra i tanti.
Il concorso ufficiale, “Venezia 59”, vedrà 35 titoli, di cui 21 in concorso e 14 fuori concorso. Tra i più attesi, “Road to Perdition” di Sam Mendez e “Frida” di Julie Taymore, che aprirà il Festival. Fuori concorso ci sarà il nuovo film di Kathryn Bigelow, “K-19”, “Ripley’s Game” di Liliana Cavani, “Bloodwork” di Clint Eastwood, e il film di John Malkovic “Dancer Upstairs”. Per l’Italia vedremo Paolo Virzì con “My name is Tanino”, il film d’animazione tratto da Dario Fo “Johan Padan”, e il debutto di Edoardo Ponti, “Between Stranfìgers” in cui reciterà anche la madre Sophia Loren.
Saranno ben tre gli italiani presenti in concorso a Venezia 59: “Velocità massima”, opera prima di Danile Vicari con Valerio Mastandrea, poi Michele Placido con “Un viaggio chiamato amore” e “La forza del passato” di Piergiorgio Gay. “Ma non perché abbiamo voluto avere un occhio di riguardo verso il vostro cinema” - sostiene De Hadeln - “Il cinema italiano si difende benissimo da solo”.
Ancora cinema italiano con la retrospettiva dedicata a Michelangelo Antonioni e il Leone d’Oro alla carriera a Dino Risi, che De Hadeln commenta così: “Mi stupisco che nessuno ci abbia mai pensato prima”. Tra le star attese, quelle confermate sono Harrison Ford, Tom Hanks, Paul Newman, Salma Hayek, Angelica Huston, Catherine Deneuve e Julienne Moore, ma molti nomi in passerella sono ancora incerti, quindi De Hadeln preferisce non sbilanciarsi.
Il miracolo diretto da De Hadeln propone una terza via tra il cinema più patinato e la ricerca di nuovi linguaggi: “Abbiamo rispettato il desiderio di alcuni di avere più glamour, senza per questo deludere chi si aspetta da un Festival come Venezia il cinema d'autore e il gusto della scoperta. Una strada intermedia, dunque”.
Per preservare uno spazio al cinema di rottura e di innovazione è stata anche istituita un’area, “Controcorrente”, che sostituisce la sezione “Cinema del Presente” della passata edizione. “Non sarà un concorso di serie B”, tiene a precisare De Hadeln, e per confermare le sue parole basta dare un’occhiata alla lista: Larry Clark, Arturo Ripstein, e Steven Soderbergh, tra i tanti.
Il concorso ufficiale, “Venezia 59”, vedrà 35 titoli, di cui 21 in concorso e 14 fuori concorso. Tra i più attesi, “Road to Perdition” di Sam Mendez e “Frida” di Julie Taymore, che aprirà il Festival. Fuori concorso ci sarà il nuovo film di Kathryn Bigelow, “K-19”, “Ripley’s Game” di Liliana Cavani, “Bloodwork” di Clint Eastwood, e il film di John Malkovic “Dancer Upstairs”. Per l’Italia vedremo Paolo Virzì con “My name is Tanino”, il film d’animazione tratto da Dario Fo “Johan Padan”, e il debutto di Edoardo Ponti, “Between Stranfìgers” in cui reciterà anche la madre Sophia Loren.
Saranno ben tre gli italiani presenti in concorso a Venezia 59: “Velocità massima”, opera prima di Danile Vicari con Valerio Mastandrea, poi Michele Placido con “Un viaggio chiamato amore” e “La forza del passato” di Piergiorgio Gay. “Ma non perché abbiamo voluto avere un occhio di riguardo verso il vostro cinema” - sostiene De Hadeln - “Il cinema italiano si difende benissimo da solo”.
Ancora cinema italiano con la retrospettiva dedicata a Michelangelo Antonioni e il Leone d’Oro alla carriera a Dino Risi, che De Hadeln commenta così: “Mi stupisco che nessuno ci abbia mai pensato prima”. Tra le star attese, quelle confermate sono Harrison Ford, Tom Hanks, Paul Newman, Salma Hayek, Angelica Huston, Catherine Deneuve e Julienne Moore, ma molti nomi in passerella sono ancora incerti, quindi De Hadeln preferisce non sbilanciarsi.
