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Pietro Corvasce, sosia di Alberto Castagna, ha una carrozzeria in via Nomentana, a Roma, e lavora per la Polizia di Stato.

Il sosia di Alberto Castagna

Pietro Corvasce, sosia di Alberto Castagna, ha una carrozzeria in via Nomentana, a Roma, e lavora per la Polizia di Stato.

Pietro Corvasce, sosia di Alberto Castagna, ha una carrozzeria in via Nomentana, a Roma, e lavora per la Polizia di Stato. Il cappelletto che porta in testa, per proteggersi dal freddo invernale, è stato l’inizio della sua “avventura” nel mondo dello spettacolo.

Ci può raccontare come è nata l’idea di fare “il sosia” di Alberto Castagna”?

P.C. “L’idea non è nata da me. E’ successo tutto qualche anno fa, mentre accompagnavo degli ispettori di polizia al commissariato di Roma, per il quale lavoro. Lì ho incontrato alcuni giornalisti che stavano documentando un’importante operazione di polizia. Mi hanno fermato e mi hanno chiesto di poter scattare qualche fotografia, data la mia somiglianza incredibile con Alberto Castagna.
Alcuni giorni dopo ho ricevuto un invito al “Gilda” di Roma, e lì è successo l’indescrivibile: foto, scambi di persona, domande... Ecco tutto è iniziato così.”

In cosa consiste, esattamente, questa attività?

P.C. “Ogni tanto mi invitano a qualche manifestazione, soprattutto per beneficenza, dove vado volentieri, senza scopo di lucro. Per me ora è diventato un “anti-stress”, un divertimento.”

Quindi lei non si è preparato recitando o studiando il personaggio?

P.C. “No. Per questo la gente mi vuole bene, perché sono spontaneo. Non c’è niente di studiato nel mio comportamento. Non ho fatto nulla per somigliare a Castagna, né mi monto la testa pensando di essere un vip. Rimango Pietro Corvasce e non mi dispiace.”

E’ tutto così divertente, o ci sono stati momenti in cui avrebbe preferito non somigliare a Castagna?

P.C. “E’ andato sempre più che bene. Mi hanno invitato sempre in posti bellissimi, ospitato nei migliori alberghi e in manifestazioni interessanti. Però non trascuro mai il mio vero lavoro, che ha la precedenza su tutto. Sono stato a Bologna, per “La vita in diretta” di Michele Cucuzza, dove ho incontrato altri sosia di personaggi famosi. La maggior parte di loro cercano di inserirsi nel mondo dello spettacolo perché non hanno un lavoro, oppure ne hanno uno precario. Io, invece, ci vado per passare una giornata diversa dalle altre: la limousine che ti viene a prendere in albergo non è da tutti i giorni!”

Che rapporto ha con Alberto Castagna; lo ha conosciuto personalmente?

P.C. “Di persona non l’ho mai incontrato, ma qualche tempo fa mi ha chiamato e mi ha fatto i complimenti per la mia somiglianza con lui e per la buona immagine. Evidentemente ha visto uno dei cinquemila biglietti da visita che mi hanno regalato, dove c’era la mia immagine e la scritta “sosia”.”

I paparazzi, che tanto disturbano i vip, assalgono anche voi sosia?

P.C. “Ma no, sono stato fotografato con qualche personaggio famoso, ma per scelta. Per esempio con Clarissa Burt, con Spagna, o con Renzo Arbore che sta incidendo vicino al posto dove lavoro.”

E la gente? Come reagisce quando la incontra?

P.C. “Si ferma, mi osserva, si gira e mi guarda meravigliata. Un paio di volte è anche capitato che due donne sono svenute! “

Le piacerebbe lavorare in televisione, fare il giornalista o il conduttore di programmi come Alberto Castagna?

P.C. “Non ne sarei all’altezza. Conosco un po’ le lingue, imparate in gioventù, ma non ho la cultura per fare il giornalista e neanche l’ambizione di lavorare nello spettacolo.”

Comunque, adesso, è preparato al momento di rinnovata popolarità, visto che Alberto Castagna ha ripreso con la nuova edizione di “Stranamore”?

P.C. “Faccio a Castagna i miei migliori auguri, come quando l’ho salutato in diretta in una trasmissione televisiva. Stava attraversando un momento difficile e gli ho augurato una pronta guarigione. Non perché era un personaggio famoso: per me le persone che soffrono sono tutte uguali.”

A proposito di “Stranamore”, com’è il suo rapporto con le donne? Questa popolarità ha giovato alle sue conquiste femminili?

P.C. “Ho sempre avuto un bel rapporto con le donne. Le amo e amo la gente in generale. Mi chiamano “Mister Simpatia”, per il mio carattere e la mia sincerità. Certo ora sono circondato di ragazze bellissime e ho ricevuto anche “proposte indecenti”! So di essere un caso eccezionale, in questo ambiente, ma non ho mai accettato. Ho i miei principi.”


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