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Gossip, colori e profumi
Ogni Festival che si rispetti ha il suo "the place to be". A Cannes è la Croisette, a Venezia è la terrazza Martini, qui a Taormina è la terrazza dell'Hotel Timeo.

15.06.2004 - Autore: Elena Dal Forno
Ogni Festival che si rispetti ha il suo "the place to be". A Cannes è la Croisette, a Venezia è la terrazza Martini, qui a Taormina è la terrazza dell'Hotel Timeo, un cinque stelle gran lusso che ospita tutte le grandi star internazionali che sono attese negli ultimi tre giorni di un festival che chiuderà col botto. Si passerà da Mira Sorvino a Michael Douglas fino ad Antonio Banderas per il quale si stanno già mobilitando frotte di donne, dalle giovanissime alle più stagionate.
"Io sono qui per l'Antonio" mi confessa una signora di Vercelli che ha ben passato i cinquanta. "Quand'è che arriva l'Antonio? E il Maicol? Ma si può vederli o è solo per voi giornalisti?".
Al Timeo, che sorge proprio ai piedi del Teatro Greco, in un setting da favola, si svolgono tutte gli eventi più chic e "in" di questo cinquantesimo Festival. Tra spumante italiano, e Negroni, tra sigonore in lungo e in corto, in bianco e in nero proprio come fossero un film, tra uno sguardo al golfo e uno al bicchiere puoi incontrare il regista Paolo Sorrentino, unico italiano giurato che si aggira quasi in punta di piedi "Confesso che degli italiani mi piacciono molto Marra e Garrone, ma non fa così schifo il cinema italiano come si vuol far credere". Il suo "Le conseguenze dell'amore" presentato in anteprima a Cannes e Roma sta raccogliendo consensi ovunque."Meno male! Spero che venga distribuito presto, così potranno vederlo tutti". Ma Fandango lo presenterà solo dopo settembre, con grande e colpevole ritardo.
Intanto scende la sera, si volge lo sguardo al mare, da questo incantevole promontorio che ti porterebbe a non andartene più.
Il Teatro Greco, le presentazioni bilingue e la polemica Laudadio-Rai Incantevole il luogo, magia e suggestione, scenario da sogno che Judi Dench ha definito "un posto con il quale da oggi inizierà una mia personale storia d'amore". Chi non è stato qui non può comprendere cosa significhi entrare in un tempio di storia e mentre dietro il mare e il golfo proiettano il loro immutevole spettacolo davanti si svolge lo spettacolo. E che spettacolo. Parliamone. La presentatrice Grazyna Torbicka è bravissima, una super donna poliglotta e preparata. Allora perché le affiancano ogni sera un traduttore simultaneo destinato a fare brutte figure e a farle perdere tempo? Grazyna potrebbe fare tutto da sola, e sarebbe molto meglio. Per questo il direttore Laudadio ha rinunciato alla diretta Rai per la consegna dei Nastri D'Argento, i premi del Sindacato Giornalisti, in programma sabato 19. A lui non interessa che la Rai gli piazzi sul palco una presentatrice estranea al cinema (nella fattispecie doveva essere Anna Falchi), che viene mandata qui senza alcuna preparazione in una sorta di "mordi e fuggi". Va bene, bravo Laudadio. Ma ci tolga per favore questi traduttori che tolgono fluidità alla presentazione e lasci alla Torbicka più spazio. Se lo merita.
L'aria condizionata Nelle sale delle proiezioni fa un freddo micidiale e si sono lamentati tutti, ma nessuno fa niente. Insomma uno arriva dai 30 gradi esterni, tutto accaldato trafelato, entra e deve mettersi il maglione per non rischiare di beccarsi l'influenza. Regolare il termostato sembra sia un'impresa impossibile.
I pullman, i bar e i siciliani Al comune di Taormina evidentemente di questo Festival non frega assolutamente niente. Se l'ultimo film in programma finisce a mezzanotte e mezza a che ora dovrebbe partire secondo voi l'ultimo pullman per scendere dal centro città verso gli hotel della riviera? Ecco, l'ultimo invece parte alle 23,15 e solo dal 19 luglio, a manifestazione finita, comincia il servizio notturno. I complimenti al comune di Taormina sono d'obbligo. Ovviamente per salire in città, tra uno spettacolo di fiori e di mare, bisogna attendere almeno 40 minuti alla fermata. Ma poi qui non è detto, perché ti può raccogliere un autista che si è fermato al bar e poi riprende la corsa, oppure che gira addirittura il bus per te (ebbene sì mi è capitato anche questo!).
Ma tutto fa cinema, come si dice in questi casi. E i siciliani lo fanno più di tutti.
Le melanzane e i dolci Chi frequenta festival lo sa che mangiare in modo decente è impossibile. Ma qui è impossibile non lasciarsi andare alle tentazioni. Tra il Nero d'Avola e una pasta alla Norma, tra marzapane e cannoli non si può non cedere al delirio della cucina siciliana che ti chiama dentro ogni ristorante ad abbandonarti al meritato sfascio gastronomico. Dentro i vicoli stretti e saliscendi della città stasera proverò anche il pesce spada.




