Editoriale

SUPERNOVA

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PROFILO CRITICO


E’ un Walter Hill che convince quello di “Supenova”. Poco importa se il film lamenta diverse imperfezioni a livello di montaggio e di rifinitura tecnica degli scenari: se il lavoro viene concluso sbrigativamente (quello della pellicola in questione lo è stato di certo), non può sicuramente sorprendere un degrado qualitativo delle immagini del prodotto. Tali carenze, imputabili ai molti problemi tecnici avuti in fase di assemblaggio, non inficiano comunque il valore complessivo del prodotto che si propone come proficuo esito di una riuscita commistione tra generi cinematografici diversi: tra fantascienza, avventura e mélo, quello espresso in “Supernova” è un esempio calzante di cinema che seduce perché suggestiona e suggestiona perché avvince lo spettatore a livello emotivo. Come aveva fatto Ridley Scott in “Alien”, Walter Hill pesca nel profondo dello spettatore la paura in lui più forte ed astratta, quella dell’ignoto, e la alimenta con atmosfere cupe, sequenze ad altissima tensione, scenari claustrofobici. E’ un gioco di pathos e di abile esercizio registico. L’energia malvagia contro cui si trovano a combattere Spader & company non differisce molto dalla creatura scottiana: come quest’ultima, essa esprime il timore della diversità, dell’altro da sé, del “non io”. E come in “Solaris” di Tarkovskij il cosmo rappresentato è espressione del subconscio umano: è in esso che i personaggi di “Supernova” sono costretti ad operare, combattere, peregrinare. Il gioco delle citazioni potrebbe durare in eterno, chiamando in causa pellicole altisonanti come “2001”, “Saturn 3” o intere produzioni filmiche facenti capo alla visionaria tradizione cinematografica degli anni 60-70, ma forse è più opportuno godersi la pellicola di Hill senza troppi rinvii al passato. Anche perché, stando così le cose, avremo bisogno di guardarci bene dal futuro.



PROFILO TECNICO

Diciamo da subito che la MGM ha complessivamente realizzato un dvd di elevata qualità che sembra perfettamente adeguarsi alla pellicola di Walter Hill.
Come già accaduto con la saga di “Alien”, “Supernova” è per lo più ambientato in atri e corridoi scuri, contrassegnati da gradi di luminosità fortemente critici. Un problema non piccolo per un prodotto che, dovendo essere riversato su supporto digitale, deve già far fronte alle intrinseche difficoltà di compressione. Il risultato poteva insomma risentire tanto a livello di definizione del background, quanto sul piano della più generale nitidezza d’immagine della persistente bassa gamma cromatica. Così non è stato ed il merito va attribuito soprattutto alla scelta del doppio strato per un film di durata contenuta. Al di là di alcune sequenze che presentano contrasti poco definiti ed opacità leggermente accentuate, nel suo complesso il prodotto non lamenta aberrazioni sostanziali: gli elementi di background sono sufficientemente curati mentre i dettagli in primo piano sono quasi sempre ottimamente definiti. Il croma è sostanzialmente buono: pressoché assenti sbavature e chiazze di colore. Ciò che sorprende particolarmente è la fluidità dei movimenti che non risentono quasi mai della difficile operazione di encoding. L’audio in dolby digital 5.1 non differisce da un linguaggio all’altro ed appare marcato da un’eccellente suddivisione in canali surround. Decisamente superba l’ottimizzazione dei bassi e del fronte posteriore: l’alternanza fra dialoghi e scene d’azione viene così suggellata da un sonoro costellato, peraltro, da frequenti effetti di panning.



EXTRA

I contenuti speciali non stupiscono in modo particolare. Anche se è apprezzabile lo sforzo di conferire originalità al lavoro attraverso l’offerta di sequenze alternative a quelle presenti nel film (un prologo ed un epilogo del tutto nuovi), è pur sempre vero che il pacchetto extra non va oltre questa scelta. Sono infatti considerate delle aggiunte ormai canoniche tanto quelle riguardanti l’accesso diretto alle scene tramite la suddivisione in capitoli, quanto quella di presentare il trailer cinematografico del prodotto.
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