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A dirigere il kolossal "Dune" è stato chiamato il regista John Harrison, noto soprattutto per aver realizzato nel 1990 l’horror-movie "I delitti del gatto nero".

"Dune",la nuova miniserie televisiva

A dirigere il kolossal "Dune" è stato chiamato il regista John Harrison, noto soprattutto per aver realizzato nel 1990 l’horror-movie I delitti del gatto nero. Come ha dichiarato più volte lo stesso autore, lo show costituisce senza dubbio l’apice della sua carriera.

Ricordate le leggendarie imprese dell’eroe Paul Atreides e della sua famiglia nella wastelend desertica di Dune? Ebbene, a quasi diciasette anni di distanza dall’uscita della nota trasposizione cinematografica di David Lynch, il glorioso universo fantascientifico ideato dalla geniale creatività dello scrittore Frank Herbert torna alla ribalta con un nuovo ed ambizioso progetto televisivo: una miniserie di sei ore trasmessa a puntate sul canale via cavo Sci Fi Channel. Già in onda in America dallo scorso 3 dicembre, il lavoro è stato realizzato grazie ai finanziamenti della New Amsterdam Production in collaborazione con la Victor Television e la Betafilm. A dirigere il kolossal è stato chiamato il regista John Harrison, noto soprattutto per aver realizzato nel 1990 l’horror-movie "I delitti del gatto nero". Come ha dichiarato più volte lo stesso autore, lo show costituisce senza dubbio l’apice della sua carriera. “Avere a che fare con un materiale di siffatta caratura rappresenta per tutti un’occasione irripetibile. Del resto, ho cercato di ottimizzare uomini e mezzi a disposizione per approntare una delle versioni più originali e vicine al testo letterario mai apparse finora. A livello professionale sono molto esigente: l’appagamento ad opera finita è una sensazione che non mi ha mai veramente toccato da vicino. Essere esigente è uno degli aspetti più vistosi della mia personalità, ma con "Dune" credo veramente di aver dato vita a qualcosa di speciale ed importante”. Ed in effetti, la fiction di Harrison sembra riproporre sul piccolo schermo alcuni dei tratti peculiari del best seller herbertiano: un futuro desolante e desertico, popolato da esseri titanici ed eterni (i mostruosi vermi che dominano la fauna locale) e contrassegnato dai meri interessi economici ed individualistici che regolano l’accanita concorrenza per il possesso egemonico della “Spezia” da parte delle tre principali stirpi esistenti: gli Atreides, gli Harkanonnen e gli Ordos. Effettuate perlopiù nella parte più antica di Praga, le riprese hanno richiesto uno sforzo stakanovistico dell’intera équipe di esperti: dai premi Oscar Vittorio Storaro ("Apocalypse Now", "L’ultimo imperatore", "Reds") e Theodor Pistek ("Amadeus") all’illustre supervisore degli effetti speciali Ernest Farino ("I delitti del gatto nero"). Proprio dal punto di vista dell’effettistica, sono arrivati i risultati più sbalorditivi. Utilizzando le più avanzate tecniche informatiche degli ultimi anni, compagnie quali Area 51, Netter Digital Effects, AI Effects, Proxima e Title House Digital hanno inscenato una delle più suggestive rappresentazioni immaginarie proposte fino ad oggi a livello digitale. D'eccezione il cast degli interpreti: dopo una lunga e tribolata fase selettiva, il ruolo da protagonista è stato assegnato all’attore esordiente Alec Newman, mentre è stato il fattore esperienza ad informare decisamente le scelte di William Hurt e Giancarlo Giannini, rispettivamente nelle vesti del Duca Leto e dell’Imperatore Shaddam IV.

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