robert redford,spy game,brad pitt Courtesy of ©Medusa
Film

Una spy-story davvero riuscita, un thriller avvincente con due grandi attori: Robert Redford e Brad Pitt.

Spy Game

Spy Game

Un film di Tony Scott
Con Robert Redford, Brad Pitt
Usa, 2001

La Trama
Cina, 1991. mentre tenta di far evadere un prigioniero da un carcere di massima sicurezza, la spia della C.I.A. Tom Bishop (Brad Pitt) viene arrestato e condannato a morte. Subito il quartier generale dell’organizzazione a Langley organizza un’unità di crisi, decisa però ad insabbiare tutto e a lasciare il giovane al suo destino. L’unico che sembra interessato al destino di Bishop è il suo vecchio addestratore e reclutatore Nathan Muir (Robert Redford), che viene convocato dai superiori per un interrogatorio. Durante le poche ore che separano Bishop dall’esecuzione, Muir ricostruisce il suo rapporto con l’“allievo”: dopo averlo conosciuto in Vietnam nel 1975, l’anziano agente della C.I.A. ha addestrato il giovane e lo ha avuto come collega in svariate missioni segrete in giro per il mondo, dall’ex Germania Orientale fino al Libano. Tra i due si è sviluppata, nel corso degli anni e delle missioni, un’amicizia ed un’intesa sempre più stretta, finché proprio in Libano Tom ha conosciuto la dottoressa Elizabeth Hadley (Catherine McCormack), attivista di cui si è innamorato e che da subito ha rappresentato un ostacolo al suo lavoro di spia. Conclusosi in maniera non moralmente soddisfacente il lavoro in Medio Oriente, Nathan e Tom hanno visto incrinarsi il loro rapporto, ed il ragazzo ha deciso di abbandonare il suo “maestro” per seguire le tracce di Elizabeth, improvvisamente scomparsa nel nulla. Ma Muir, nonostante sia braccato dai suoi superiori ed in corsa contro il tempo, è deciso a non lasciar morire il suo vecchio pupillo...

Il Commento
Dopo l’interessante “Allarme Rosso” (Crimson Tide, 1996) ed il bel “Nemico Pubblico” (Enemy of the State, 1998), Tony Scott – fratello minore del più acclamato Ridley – si conferma come uno dei registi di action-thriller più interessanti degli ultimi tempi: “Spy Game” è infatti una pellicola davvero ben riuscita, visivamente accattivante grazie ad una regia “surriscaldata” ed a un montaggio frenetico, intrigante nello sciogliersi dei nodi di una vicenda ben costruita dalla bella sceneggiatura. Ovviamente però, e non poteva essere altrimenti, la parte del leone la fanno i due attori protagonisti: Robert Redford e Brad Pitt – che già avevano collaborato insieme, il primo come regista ed il secondo come interprete, nel bellissimo “In Mezzo Scorre il fiume” (A River Runs Through It, 1992) - si calano alla perfezione nei rispettivi ruoli del cinico, saggio maestro e dell’allievo idealista; ne vengono fuori alcuni duetti magistralmente interpretati dai due, ed una tensione mai sopita anche nelle scene in cui recitano distanti l’uno dall’altro. Dovendo per forza scegliere tra uno dei due divi, dobbiamo ammettere che alla fine preferiamo il sempre grande Redford, capace di invecchiare con classe immensa e di fornire prove d’attore di innegabili fascino e carisma. Ma anche Pitt, che non sempre riesce a dar prova del suo talento, stavolta non sfigura in un confronto impari con una delle icone del cinema americano contemporaneo. Ma, teniamo a sottolinearlo, “Spy Game” non è soltanto l’occasione per vederli insieme sullo schermo: prima di tutto è una riuscitissima spy-story ed un thriller avvincente, che gioca le sue armi principali non nelle scene d’azione ad effetto ma nella tensione che si accumula sequenza dopo sequenza, minuto dopo minuto: e per questo dobbiamo tornare a lodare il lavoro di Tony Scott e la sua capacità di sapersi migliorare film dopo film; lavorando quasi sempre con lo stesso cast tecnico, l’autore è riuscito ormai a trovare una sua precisa impronta stilistica, fatta di ritmo incalzante e di un piglio visivo veloce e tagliente. Quando, come in questo caso, il cineasta ha anche a disposizione uno script all’altezza delle sue indubbie capacità registiche, e due grandi attori, il risultato è un prodotto di prima qualità, intelligente e godibile anche per gli spettatori che non sono fan del genere.
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