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All'anteprima italiana di "Basic Instict 2", abbiamo incontrato la protagonista Sharon Stone: più splendida e raggiante che mai...
Pericolosa diva
All'anteprima italiana di "Basic Instict 2", abbiamo incontrato la protagonista Sharon Stone: più splendida e raggiante che mai...
Signora Stone, ci parli del personaggio di Catherine.
Stone – Avvicinarsi a un ruolo come quello di Catherine ha comportato uno studio psicologico molto profondo. Lei investe tutta se stessa nell’osservazione degli altri. Dopo averli studiati, li obbliga a svelare il loro lato scuro. E’ una donna che non ha nessuna pietà. In qualche modo, Catherine si comporta come un vampiro: veloce e lenta allo stesso tempo…
Come è avvenuto l’incontro fra lei e Catherine? C’ è qualcosa che vi accomuna?
Stone – Ogni personaggio rappresenta un mondo a sé. Ha il suo corpo, la sua gestualità, la sua anima. Per questo è necessario mantenere sempre un certo rispetto. Nell’interpretare il personaggio di Catherine non mi sono mai nascosta dietro giudizi morali o cose del genere. Certo, per molti aspetti lei è lontana anni luce da me. Ad esempio, non è in grado di provare compassione. E la compassione, per me, è la qualità più nobile e alta che si possa trovare nell’uomo. E' chiaro che, se voglio rendere la verità di un personaggio, devo sacrificare una parte di me. Il lavoro dell’attore è proprio questo.
“Basic Instict 2” è il sequel di un grande successo del 1992. Cosa è cambiato rispetto al passato?
Stone – Sono cambiate molte cose. Allora avevo 32 anni e “Basic Instict” mi diede grande successo e popolarità. Ma mi ha anche tolto qualcosa: la privacy. Ho fatto molta fatica ad rinunciare alla mia privacy e la mia vita era piena di confusione…Oggi mi sento molto più serena: ho due bellissimi bambini e sono molto felice. Sono calma. E mi sento più a mio agio anche con la recitazione.
Chi è oggi Catherine Trammell?
Stone – E’ una vittima del male che c’è nel mondo. Non è un personaggio cattivo. Lei è chiara, lucida, acuta, distaccata e quindi assolutamente disperata e bisognosa d’amore. Un pò come il mondo che viviamo oggi…
Lei è considerata una delle ultime dive della storia del cinema. Come si rapporta col divismo?
Stone – Quando penso al divismo mi vengono in mente attrici come Ava Gardner o Bette Davis. Apparivano sullo schermo come donne che amavano i loro uomini e consentivano loro di fare gli uomini. E poi c’era l’intelligenza di sapersi gestire e di comportarsi in modo saggio. Devo dire che essere intelligente non è mai facile, perché una persona intelligente non può nascondere nulla a se stessa…
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