Tre uomini adulti alle prese con le loro scelte e con un’identità che vorrebbero diversa.
"Se fossi in te"
"Se fossi in te"
Tre uomini con vite diverse e persino diametralmente opposte, si incontrano casualmente una notte su di una spiaggia. L’unico elemento in comune che hanno è il desiderio sempre più forte di avere una nuova identità: Andrea (Emilio Solfrizzi) vorrebbe la libertà dalla famiglia e dal lavoro che lo soffoca e sogna di realizzare le giovanili speranze in campo artistico; Bernardo è un industriale di successo, con un carattere inflessibile a causa del quale si aliena l’affetto di chi lo circonda, eccezion fatta per la sua segretaria Veronica (Lunetta Savino) che nonostante lui la ignori, lo adora; e Christian DJ in declino con il desiderio di organizzare concerti rock, innamorato non dichiarato della giovane farmacista Caterina (Paola Cortellesi).
Un gran bagliore appare nel cielo e i tre si trovano improvvisamente nei panni di quello che avevano poco prima ammirato e invidiato. Andrea ottiene la libertà e il tempo di Christian; Bernardo guadagna invece la famiglia di Andrea; Christian tutto il denaro e il potere di Bernardo.
Ma non è tutto oro quello che luccica. Dopo l’euforia i tre dovranno fare i conti con se stessi mentre scivoleranno inesorabilmente verso le condizioni da cui sono partiti.
Il commento
La possibilità di entrare nei panni di un altro che si ritiene più felice e fortunato è senza ombra di dubbio il tema più inflazionato della storia del cinema. L’innovazione del primo lungometraggio diretto da Giulio Manfredonia, è nel numero dei protagonisti che si scambiano la propria identità: di solito sono due mentre questo film ne propone tre. Seppur la storia sia assolutamente priva di originalità, il cast d’attori risolleva certamente le sorti. Riescono tutti, apparentemente senza troppa fatica, a non oltrepassare mai la linea oltre la quale la commedia si trasforma in ridicola farsa, restando sempre divertenti. Il regista giovanissimo e con precedenti esperienze di regia di cortometraggi, mostra una efficace disinvoltura nel dirigere gli attori e contenere l’energia comica di ognuno riuscendo abilmente a canalizzarla con l’aiuto di un testo brillante e leggero, che ripropone una volta di più il problema modernissimo dell’identità: persa, ritrovata o mai avuta.
In sintesi
Tre uomini adulti alle prese con le loro scelte e con un’identità che vorrebbero diversa. Ma è tutta una illusione: siamo ciò che facciamo non quello che vorremmo fare.
Giudizio
Poco fantasioso, ma certamente divertente. Un bel bouquet d’attori composto da alcuni dei nostri comici migliori.
HIGHLIGHTS
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giovedì 21 giugno 2001
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