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Che strana la prima serata, tra una Carrà ingessata e cattivi pensieri

I fantasmi di Sanremo

Che strana la prima serata

C’è qualcosa di marcio a Sanremo. Strana prima serata questa. Sono, più o meno, le 20,45, e una voce fuori campo parla col pubblico. E’ la Carrà, l’unica presentatrice italiana davvero e da sempre uguale a se stessa, altro che Mike Bongiorno. Lui, almeno, dai tempi dell’omonima “fenomenologia” , è cambiato e tanto. Ha imparato a prendersi in giro, e a prenderci in giro, molto più di quanto i suoi telespettatori possano immaginare. Lui, lui no, non avrebbe mai detto a quella signora seduta in platea di non pensare a quanto aveva pagato per quella poltroncina. E invece Sanremo non è ancora cominciato, che già si parla di soldi. Ma forse non è un caso.
Eccola, compare Raffaella. Oddio, mi dico, l’hanno ingessata. E pure male per giunta. Comincia a presentare rigida come una statua, fasciata da una camicia di forza male allacciata, con un ghigno sul lato sinistro della bocca, quasi una paresi facciale. Ma come, non era la regina della televisione italiana? Non doveva essere completamente a suo agio, nel suo Sanremo, quello dell’amore e della bontà e della felicità sparse a piene mani?
Poi cominciano le canzoni. Gigi D’Alessio, impeccabile. Meno male. Paola Turci, con una canzone di Carmen Consoli. Ma gli occhi di Paola Turci: innaturali, spiritati. Una strana sensazione comincia a farsi strada nella mia percezione di telespettatore. Poi arrivano Gianni Bella e i Matia Bazar. Inutili, sanremesi, passano quasi inosservati, come durante tutto il resto dell’anno. Parlano tutti d’amore, e Raffa ce lo spiega abbondantemente nei suoi surreali riassuntini pre-canzone, ma i testi, e le musiche, tradiscono un imbarazzo di fondo, uno scollamento dalla realtà che passa insieme alle rime cuore-amore. Mi salva Chiambretti dai cattivi pensieri. Lui è sempre gustoso, ma pure lui parla di soldi, di ingaggi, di grandi star internazionali che avrebbero chiesto compensi esorbitanti per venire a Sanremo. Ma noi, la Rai, non glieli abbiamo dati. Mi sento quasi orgoglioso di questa finta scelta di austerità, ma il disagio non scompare.
Si continua. I Sottotono, con un hip hop che sta alla cultura rap come Nino D’Angelo a Chopin. E qui si materializza il primo fantasma. Raffa perde un paio di minuti, a occhio e croce un paio di miliardi, a spiegarci quello che tutti sapevamo già: che verrà un cantante cattivo a dirci cose che in molti pensano ma noi non gliele faremo dire, lo abbiamo obbligato a una versione “clean”, pulita, della sua canzone. Un brivido lungo la schiena, aleggia la parola censura, ma perchè allora lo abbiamo invitato? Avevamo mille Jovanotti fatti in casa, c’era bisogno di un rapper bianco orfano di padre e tanto “bisognoso d’affetto”? Per fortuna ora c’è Giorgia, ci penserà lei.
La canzone è decente, la voce è la solita, ma lei è pallida e smunta, vestita per la prima volta da donna, ma ha i capelli di una massaia appena uscita dalle faccende domestiche. Il disagio continua ad aumentare. Tra l’amore e il buonismo ostentato, tra i riff sanremesi e i lustrini d’ordinanza, c’è qualcosa che non quadra. E poi dov’è Megan Gale? E Ceccherini?
E’ il momento dello spot. Un lampo, un corto circuito. Cattivo. Lo spot è quello della ragazza che scrive gli Sms mentre la madre pensa che legga libri e si faccia una cultura. Mi domando, che cattivo gusto, dopo quello che è successo a Novi Ligure come si fa mandarlo ancora in onda? Ma poi subito dopo: ma Sanremo quanto è lontano da Novi Ligure? Non lo so e non lo voglio sapere.
E’ il secondo fantasma. Che aleggia sul festival. O forse su di me. Il festival specchio della società. Il festival veicolo e vetrina di stereotipi culturali, di vuoto sociale, di falsi valori. Soldi, soldi, soldi. Sanremo e Novi Ligure. Sanremo diabolico.
Raffaella torna vestita di rosso. Le si i intravede il reggiseno dorato sotto la stoffa. Tu quoque Raffa? Il rossetto di Morgan dei Bluvertigo. Anna Oxa scalza che mima danze tribali, un Peppino di Capri dai ritmi orientalieggianti, la piccola, la dolce Syria, vestita in quel modo? No, no, basta. Torna Mike, mima il playback di un rap. Grazie Mike, come sempre, per il coraggio. Alla tua età non dovevi, davvero. Mi distendo. Ripenso a Megan. Alla voce di Jenny B. Alle stecche di Alex Britti. All’inutile Faith Hill. All’innocuo Ceccherini. Poi arriva Elisa. Mi emoziono, perchè sembra vera. Zarrillo e Concato no, ma rimettono le cose a posto, ormai i cattivi pensieri sono passati. Novi Ligure è tornata lontana, sullo sfondo. In primo piano c’è lei, Raffaella, icona perfetta di Sanremo. L’Italia piange, e tante telecamere le girano intorno. Milioni di telespettatori. Soddisfatti. Grazie anche a te, Raffa. Domani sarò di nuovo qui.
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