Un nuovo film con Ridley Scott. E questa volta si tratta di una commedia...
Russell Crowe – Secondo me Ridley Scott è uno
dei migliori registi che ci siano oggi in circolazione. Mi trovo molto bene a
lavorare con lui perché abbiamo la fortuna di condividere parecchie cose: senso
estetico, senso dell’umorismo, valori di vita e di amicizia. Per quanto
riguarda questo film in particolare, io e Ridley abbiamo raggiunto un ottimo
livello intesa. Non amo interpretare sempre gli stessi personaggi e credo che “Un
amore per caso” sia molto di più di una commedia sentimentale. E’ la storia
di un uomo di successo, cinico ed egoista, che ha bisogno di tornare a scoprire
la vita. Direi che si tratta di un film che ruota intorno a domande come ‘ho
fatto la scelta giusta?’ oppure ‘cosa conta davvero nella vita?’ .
A proposito di scelte, quali sono oggi le tue priorità?
Russell Crowe – Un tempo il lavoro era al primo posto fra le mie preoccupazioni. Ero disposto a tutto pur di andare avanti. Ora le cose sono cambiate e la famiglia è sicuramente la mia priorità assoluta: mia moglie e i miei due figli. E’ cambiato il mio approccio al lavoro, sono più sereno e più predisposto a saper aspettare.
Il film è girato quasi interamente fra i vigneti della Provenza. Che ricordo hai di quelle zone?
Russell Crowe – E’ una terra che ha molto a che fare con la fertilità. Andavo sul set in bicicletta, eravamo nel bel mezzo dell’estate. In più, abbiamo avuto la fortuna vivere la Provenza proprio all’inizio della stagione delle vendemmie. Sono rimasto impressionato dai mille colori di quelle colline, mi hanno ricordato quelli della Nuova Zelanda, il mio paese d’origine. Il ricordo più dolce che mi lega a quei luoghi è che durante la lavorazione del film io e mia moglie abbiamo concepito il nostro secondo figlio!
C’è stato nella tua famiglia un personaggio simile allo zio
Henry, un maestro di vita che ha accompagnato la tua infanzia?
Russell Crowe – Si, certamente mio zio David. L’unico in famiglia ad aver fatto
l’attore, nel 1969. Agli inizi della
mia carriera mi diede dei consigli molto preziosi. Alcuni indumenti che io
indosso nel film (giacche da polo e antiche vestaglie) sono proprio un omaggio
allo zio David.
Si sono moltiplicate parecchie voci circa un seguito de “Il Gladiatore”. Sai dirci qualcosa in merito?
Russell Crowe – Beh, come tutti sanno il mio personaggio muore alla fine del
film. Dunque si potrebbe ipotizzare una sorta di prequel. Certo, io e Ridley ne
abbiamo parlato ma attualmente siamo impegnati in altri progetti. Questa storia
de “Il Gladiatore II” è soprattutto un’invenzione di voi giornalisti!


Ridley Scott



