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Per essere Bridget è ingrassata dieci chili, ha imparato a parlare in perfetto stile 'british' e ha lavorato in incognito in una casa editrice.

Renee Zellweger

Renee Zellweger

A vederla così, minuta ed esile, si stenta a credere che sia proprio lei, Renèe Zellweger, la protagonista di “Il diario di Bridget Jones”, la storia di una single paffutella e imbranata nata dalla penna della giornalista inglese Helen Fielding. Il film, diretto da Sharon Maguire, arriva sui nostri schermi il 19 ottobre e c’è da credere che anche in Italia sbancherà il box-office: finora ha incassato più di 200 milioni di dollari in tutto il mondo.
Giunta a Roma per sostenere il lancio del film, l’attrice americana non si sottrae agli inevitabili impegni promozionali e, benchè piuttosto provata dal viaggio, si mostra gentile e disponibile. Al contrario di altri attori americani, che hanno preferito disdire tutti gli impegni in seguito all’attacco terroristico dell’11 settembre, la Zellweger è arrivata in Italia decisa a seguire l’esempio del presidente Bush. "Anche il nostro presidente - dice - è tornato a lavorare, dimostrando al mondo intero che nonostante tutto il nostro spirito non è stato distrutto". Eccola, dunque, pronta a raccontare ancora una volta come è riuscita a costruire il personaggio di Bridget Jones, diventato nel frattempo anche un best-seller con 4 milioni di copie vendute in 30 paesi diversi. Nel film, dove recita accanto Hugh Grant e Colin Firth, l’attrice interpreta una single ultratrentenne che oltre a dover combattere con chili e sigarette accumula una serie di fallimenti sentimentali. I suoi obiettivi – dimagrire e trovare un nuovo amore – sembrano irraggiungibili e anche i consigli dei suoi amici alla fine risultano impraticabili. Una confusione totale, insomma, per non parlare del cuore diviso a metà: meglio il suo capo, Daniel Cleaver,“un bastardo sexy” o l’affascinante Mark, un vecchio amico di famiglia? Impossibile non identificarsi nelle disavventure di Bridget, specialmente se ad interpretarla sugli schermi è la dolce e divertente Renèe Zelleweger, scelta dalla Working Title Films dopo una ricerca di due anni. Una scelta all’inizio molto contestata dai media inglesi: impensabile che Bridget potesse avere il volto e la voce di un’attrice dall’accento texano. Come è noto, però, ci è voluto poco a far capitolare gli inglesi, subito o quasi conquistati dalla professionalità della Zelleweger. Grazie a una volontà di ferro, l’attrice ha studiato per mesi dizione, sfoggiando alla fine un perfetto accento inglese. Ma non solo: per identificarsi totalmente nel ruolo è ingrassata 10 chili “Volevo che non andasse perduta l’essenza del personaggio – conferma– e per questo sono dovuta entrare in uno stile di vita molto diverso dal mio. Per abbandonare il mio aspetto fisico ho dovuto cambiare le mie abitudini, durante le riprese non potevo certo andare a correre o in palestra. Alla fine, però, è stata dura rinunciare alle nuove abitudini come mangiare la pizza, bere vino….”
Quanto all’accento, dapprima ha studiato con Barbara Berkery (la stessa che ha trasformato Gwineth Paltrow in una perfetta inglese per Shakespeare in Love), poi si è trasferita a Londra per perfezionarlo. Una preparazione culminata con un lavoro in incognito presso una casa editrice londinese. “L’ho fatto per cercare di capire quale sarebbe stata la giornata di Bridget – racconta – ed è stato molto utile. In questo modo durante le riprese ho evitato di fingere di muovermi come un’impiegata senza sapere cosa fare”. Riguardo i suoi rapporti con Helen Fielding, che ha collaborato alla sceneggiatura, l’attrice ironizza: “L’ho conosciuta a metà delle riprese, anche perché era più impegnata ad occuparsi di Colin e Hugh…” In ogni caso per l’attrice non è stato così difficile entrare nel personaggio. “Proprio come Bridget – dice glissando sulla fine del suo legame con Jim Carrey – anch’io torno a casa sola, ceno sola e dormo sola”.. In compenso, la vita professionale va a gonfie vele. Oltre all’atteso Betty Nurse, la Zellweger ha interpretato un piccolo ruolo drammatico in White Oleander, con Michelle Pfeiffer e l’emergente Alison Lohman, ed è in procinto di iniziare le riprese del musical Chicago a fianco di Richard Gere e Catherine Zeta-Jones.
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