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Film

Rarefatto, insinuante, a tratti davvero spaventoso, il film di Derrickson deve la sua riuscita anche alla bravura degli attori protagonisti: Laura Linney, Tom Wilkinson e la giovane Jennifer Carpenter

The exorcism of Emily Rose

Rarefatto, insinuante, a tratti davvero spaventoso, il film di Derrickson deve la sua riuscita anche alla bravura degli attori protagonisti: Laura Linney, Tom Wilkinson e la giovane Jennifer Carpenter

The exorcism of Emily Rose
Usa, 2005. Regia di Scott Derrickson
con Laura Linney, Tom Wilkinson, Jennifer Carpenter, Colm Feroe

Dare un giudizio definitivo e convinto su questo ambiguo ma affascinante lungometraggio di Scott Derrickson è impresa piuttosto ardua; già l’idea di partenza, quella cioè di mescolare un genere in voga come il legal-thriller con una sotto-branca dell’horror così difficile da maneggiare - la possessione demoniaca, come il titolo suggerisce - è un tentativo che va quantomeno rispettato.

Partiamo dunque dalla certezza maggiore che riguarda questo film, e cioè la messa in scena; due sono infatti i pregi che sono chiaramente identificabili in The Exorcism of Emily Rose: il primo è la bellissima fotografia in chiaroscuro realizzata da Tom Stern, qui alla sua prima esperienza lontano dal  'maestro' Clint Eastwood dopo aver curato per lui “Debito di sangue” (Blood Work, 2002), “Mystic River” (id, 2003) e “Million Dollar Baby” (id., 2004). Anche in quest’ultimo lavoro Stern dimostra una sensibilità del tutto particolare nell’illuminazione contrastata ed elegante di volti ed ambienti, arrivando ad una composizione visiva prima di tutto assolutamente valevole per la vicenda narrata, ed in secondo luogo capace di impreziosirne le molte valenze simboliche interne al film.

L’altro pregio del lungometraggio è un realismo estetico che permea l’intera messa in scena: l’uso di effetti speciali digitali è limitato al minimo, e tutte le parti della pellicola che più si avvicinano all’horror basano la propria efficacia molto più sulla suggestione che non sull’esplicitazione visiva del soprannaturale. In questo modo l’idea di fondo di questo horror, quella cioè di dibattere su una questione sempre pregnante come lo scarto tra religione e scienza – in questo caso più precisamente tra malattia mentale e vera possessione demoniaca – trova un suo notevole equilibrio nella messa in scena di Derrickson, che riesce in ogni momento a tenere in bilico (e scricchiolanti) le certezze che lo spettatore vorrebbe cercare di costruirsi a proposito della vicenda narrata.

La struttura della sceneggiatura, che alterna flashback dell’esorcismo al processo contro il prete ritenuto responsabile della morte della giovane Emily, è perfettamente funzionale a questo tipo di scelta, e costruisce un ritmo  narrativo incalzante ma mai forzato. Quello che invece lascia maggiormente perplessi è invece un finale così aperto (e forse un pò troppo retorico), certo coerente a tutto quanto raccontato nelle quasi due ore di durata, ma incapace di soddisfare le domande che erano state intelligentemente sparse in precedenza.

Rarefatto, insinuante, a tratti davvero spaventoso, The Exorcism of Emily Rosedeve poi la sua riuscita alla bravura dei tre attori protagonisti: ma se di Laura Linney e Tom Wilkinson conosciamo già le enormi doti d’attori, la vera scoperta è la giovane Jennifer Carpenter, capace di commuovere e terrorizzare a distanza di pochissimi secondi.    

KEYWORDS:
  • RECENSIONE L'ESORCISMO DI EMILY ROSE | 
  • FESTIVAL DI VENEZIA 2005 | 
  • THE EXORCISM OF EMILY ROSE | 
  • L'ESORCISMO DI EMILY ROSE
  • TRAMA L'ESORCISMO DI EMILY ROSE
COMMENTI:
  • Gianni
    martedì 19 dicembre 2006
    ore 15:52
    Il film , è vero, racconta la storia di una ragazza posseduta dal demonio, la sofferenza della stessa a cui gli viene a mancare la possibilità di poter vivere in modo normale, mettendo in luce il fatto che la presenza del male, impedisce il normale sovlgersi della vita poichè la distrugge. In questo film, il male, non si presenta in modo indiretto, così come accade nella realtà riguardo alla possessione diabolica, che avanza la sua azione in modo nascosto e si presenta solo in caso della preghiera di liberazione con la quale viene invocato in nome di Gesù e, quasi sempre si presenta sotto tante forme e anche sotto foma di bene. Tuttavia il film ci decrive in modo reale il male , identificato con la superficialità con cui le persone prendono in considerazione il demonio, per non parlare della categoria di chi studia la mente che a furia di dire tannte giustificazioni delle cose che non possono sapere, si inventano in modo incosciente che il diavolo non esiste oppure è frutto di una mente piena di paure. Le scoperte tecnologiche hanno fatto dimenticare all'uomo di oggi queste verità è inebriato del falso e illusorio piacere che danno a discapito della verità divina. Infatti si dice che non esiste nè male nè bene, tutto è uguale, ma è una menzogna di quelle che l'uomo inventa per prendersi ciò che gli fa comodo e non ciò che è giusto. Il film ci fa ricordare nel modo più reale la lotta tra male e bene che poi è la stessa che può avvenire nella rappresentazione mentale dell'io di un essere umano, oggi, confuso dalle tante verità relative che l'uomo della scienza ha messo in campo un pò anche per rispondere alle sue domande che posssono avere risposte solo in Dio. Questo film ci riporta alla realtà del mondo così com'è, con tutti i suoi ostacoli, e non ci illude come tanti altri che il male non è niente di preoccupante. Ci fa vedere in modo nettonella scena del tribunale come viene interpetato e come la scienza dell'uomo sia ceca e scettica di fronte a una evidenza logica e come invece sia erroneamente fiduciosa nelle proprie verità tecniche e scientifiche, mortali ed effimere come gli inventori, infatti sono solo verità di comodo e non di giustizia e verità formulate sull'amore del prossimo ma solo sul gusto perverso e ostinato di uomini che amano dire la loro per partito preso.
  • Roberto
    lunedì 14 agosto 2006
    ore 21:22
    Lo trovo un film molto realistico, poichè dona obbiettivamente e senza negazione quel sapere di quella parte dell'immaginazione ormai assopita che rimanda alla presa di coscienza di come il male si presenta sotto le diverse e svariate forme di come si cela di come viene allo scoperto e come viene alla fine sconfitto. Presenta molto bene il discernimento tra un disturbo psicologico e un' azione di possessione demoniaca, mette in rilievo la differenza e ci fa capire come diventa importante frequentare le chiese invece di farci affascinare da false verità provenienti dall'illuminismo che possono illudere di farci condurre una vita più comoda e agiata ma non possono salvarci perchè sono alla fine, riflettendoci sopra solo teorie umane che non hanno nessun potere.
  • Daniele
    mercoledì 12 luglio 2006
    ore 11:50
    Credo che un film del genere ci voleva proprio per mettere fine così alle diverse enfatizzazioni fantasiose con cui sono stati realizzati i film dello stesso filone e per le scene esagerate. Con questo film il regista ha eliminato tante paure pertinenti al male e lo ha incapsulando il significato del male e di come si potrebbe presentare in scene precise che esprimono con chiarezza di che cosa si tratta e quanto male fà.
  • Daniele
    mercoledì 12 luglio 2006
    ore 11:50
    Credo che un film del genere ci voleva proprio per mettere fine così alle diverse enfatizzazioni fantasiose con cui sono stati realizzati i film dello stesso filone e per le scene esagerate. Con questo film il regista ha eliminato tante paure pertinenti al male e lo ha incapsulando il significato del male e di come si potrebbe presentare in scene precise che esprimono con chiarezza di che cosa si tratta e quanto male fà.
  • Domenico
    sabato 24 giugno 2006
    ore 16:08
    Il film si svolge a mio parere in spazi appositi molto ristretti, ossia nell'ambito della propria casa e nell'aula del tribunale senza dare allo spettatore la possibilità di una amplia e libera riflessione figurativa per collegare e confrontare le immagini che sono accellerate a quelle della realtà che scorrono più lente. Inoltre la l'attenzione è concentrata in modo eccessivo solo su Emily e non è distribuita razionalmente sulle reazioni emotive dei familiari così da fare comprendere il concetto del male come viene vissuto dagli altri e quali tipi di effetti deleteri causa. Infatti secondo me il film vuole suscitare una paura incoscia che nella realtà non esiste, anche se si trattasse di demoni. Il caso di Emily purtroppo è, e rimane un brutto e angoscioso fatto, ma è solo una parte piccola della realtà che, paragonata al male del mondo, una possessione diventa una fesseria. Infatti la possessione a mio parere potrebbe essere la manifestazione del dolore del mondo che si concentra in una persona particolarmente sensibile che non riesce a sopportarne il peso ed esplode perdendo la coscienza oppure sono i demoni che infestano quella persona. Trovo però sbagliato che ai demoni o al diavolo viene attribuita una importanza molto elevata attraverso il simbolo e la metonimia, che mette paura a un publico poco informato in materia di demoni, poichè i demoni o il diavolo sono delle piccole creature cacciate dal paradiso e senza potere sull'uomo perchè redento da Cristo morto in croce, quindi non è affatto un problema per i cristiani ma lo è per i non credenti o per chi non possiede una verità. Se il film fornisse delle informazioni pertinenti e comparate alla realtà del bene che apparentemente e solo inizialmente perde ma alla fine trionfa e vince alla grande sul male sarebbe più gustoso. Tuttavia secondo un parere personale il film si presenta molto sintetizzato e completo per il significato che vuole trasmettere e per i simboli laconici contenuti. sono comunque convinto che un film del genere debba avvicinarsi molto a sviluppare nella mente dello spettatore un messaggio che deve necessariamente essere il più reale possibile per non incorrere nel rischio di una eccessiva identificazione che potrebbe produrre una confusione della realtà dovuta da una cattiva interpretazione della stessa. La mia è soltanto una critica soggettiva che non vuole offendere i veri critici dell'arte, dei quali appunto nutro tanta stima, pertanto vi prego di perdonare la mia inesperienza che ni fa essere poco esperto. Cordiali saluti.
  • Domenico
    sabato 24 giugno 2006
    ore 16:08
    Il film si svolge a mio parere in spazi appositi molto ristretti, ossia nell'ambito della propria casa e nell'aula del tribunale senza dare allo spettatore la possibilità di una amplia e libera riflessione figurativa per collegare e confrontare le immagini che sono accellerate a quelle della realtà che scorrono più lente. Inoltre la l'attenzione è concentrata in modo eccessivo solo su Emily e non è distribuita razionalmente sulle reazioni emotive dei familiari così da fare comprendere il concetto del male come viene vissuto dagli altri e quali tipi di effetti deleteri causa. Infatti secondo me il film vuole suscitare una paura incoscia che nella realtà non esiste, anche se si trattasse di demoni. Il caso di Emily purtroppo è, e rimane un brutto e angoscioso fatto, ma è solo una parte piccola della realtà che, paragonata al male del mondo, una possessione diventa una fesseria. Infatti la possessione a mio parere potrebbe essere la manifestazione del dolore del mondo che si concentra in una persona particolarmente sensibile che non riesce a sopportarne il peso ed esplode perdendo la coscienza oppure sono i demoni che infestano quella persona. Trovo però sbagliato che ai demoni o al diavolo viene attribuita una importanza molto elevata attraverso il simbolo e la metonimia, che mette paura a un publico poco informato in materia di demoni, poichè i demoni o il diavolo sono delle piccole creature cacciate dal paradiso e senza potere sull'uomo perchè redento da Cristo morto in croce, quindi non è affatto un problema per i cristiani ma lo è per i non credenti o per chi non possiede una verità. Se il film fornisse delle informazioni pertinenti e comparate alla realtà del bene che apparentemente e solo inizialmente perde ma alla fine trionfa e vince alla grande sul male sarebbe più gustoso. Tuttavia secondo un parere personale il film si presenta molto sintetizzato e completo per il significato che vuole trasmettere e per i simboli laconici contenuti. sono comunque convinto che un film del genere debba avvicinarsi molto a sviluppare nella mente dello spettatore un messaggio che deve necessariamente essere il più reale possibile per non incorrere nel rischio di una eccessiva identificazione che potrebbe produrre una confusione della realtà dovuta da una cattiva interpretazione della stessa. La mia è soltanto una critica soggettiva che non vuole offendere i veri critici dell'arte, dei quali appunto nutro tanta stima, pertanto vi prego di perdonare la mia inesperienza che ni fa essere poco esperto. Cordiali saluti.
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