La squadra di polizia capitanata dai detective James “Sonny” Crockett (Colin Farrell) e Ricardo “Rico” Tubbs (Jamie Foxx) lavora a Miami come infiltrata sotto copertura; quando quasi per caso i due si imbattono in un importante traffico di droga, non si tirano indietro ad agire immediatamente per sgominare gli affari di Montoya (Luis Tosar). A tirare le fila del commercio è principalmente Isabella (Gong Li), che nonostante le perplessità di molti scagnozzi di Montoya decide di fidarsi dei due poliziotti infiltrati, che si sono spacciati per abili trasportatori. Ben presto la relazione tra Crockett e la donna diventerà ben più che professionale, e metterà a repentaglio sia la sicurezza dell’operazione che la vita dei suoi uomini…
A due anni da un capolavoro assoluto del genere come “Collateral” (id., 2004), Michael Mann torna a cimentarsi con il poliziesco,e ci regala un’opera di straordinario impatto prima cinematografico e poi emotivo. I critici più scettici obietteranno che questo “Miami Vice” è un lungometraggio strabordante, esagerato, e che nelle sue due ore e un quarto di durata è troppo lungo e farraginoso. Non credetelo. Il fatto è che Mann sceglie coerentemente di prendersi tutto il tempo necessario per raccontare caratteri, sfaccettature, pulsioni dei suoi personaggi, costruendo un’azione che è prima interiore e violenta, e che conseguentemente sfocia in un paio di scene orchestrare con la solita maestria. La costruzione degli spazi, l’attenzione ai particolari, la densità del racconto e dell’immagine fanno di “Miami Vice” un film completo, adulto, capace di irretire senza appesantire lo spettatore. Il cast di attori è perfetto, e ancor più sorprendentemente funziona nella sua alchimia eterogenea: in particolare la coppia Colin Farrell/Gong Li sprigiona una sensualità ed un dolore impressionanti. Dal punto di vista puramente estetico il lungometraggio è la logica continuazione del discorso che Manna sta portando avanti: un cinema fatto di eleganza ed insieme rarefazione. Certo, questa volta la storia e l’ambientazione sono molto meno stilizzate e rarefatte di “Collateral”, ed in un certo senso ne costituiscono un preciso “contrario”. Dove prima si andava a sottrarre, in “Miami Vice” si sovraccarica, si espande soprattutto a livello narrativo. Il risultato però e portentoso, perché rimane sempre intriso di una tensione interna pronta ad esplodere in ogni momento.
Formalmente carico di una bellezza a tratti stordente, il nuovo film di Michael Mann conferma come al giorno d’oggi questo sia il miglior regista americano: durissimo, asciutto, disincantato, “Miami Vice” è un action dove l’azione è generata prima di tutto dal senso di ineluttabilità che i corposi personaggi si portano dentro. Esempio di un cinema che vuole comunque rimanere “adulto”, anche a scapito del facile successo di cassetta. L’ammirazione per Mann e per il suo lavoro non può che continuare a crescere.


Jamie Foxx
Colin Farrell


martedì 16 gennaio 2007
ore 18:13
martedì 16 gennaio 2007
ore 18:13