Ritrovare sul grande schermo un genio comico come Ivan Reitman non può che far piacere. Dopo una serie di opere non riuscite e di sonori flop commerciali, eccolo riprovare a conquistare il pubblico con questa semi-parodia dei film sui supereroi, tanto lieve e superficiale quanto frizzante. Certo, siamo anni luce lontani da capolavori di comicità slapstick come “Stripes – Un plotone di svitati” (Stripes, 1981) o “Ghostbusters” (id., 1984), ma rispetto agli ultimi rovesci il risultato è decisamente superiore, e tutto sommato più che dignitoso. Il cineasta mantiene un certo gusto personale per alcune situazioni paradossali, che generano un nonsense capace di divertire: in questo si dimostra assolutamente azzeccata la scelta di Luke Wilson come protagonista, in quanto capace di toni trattenuti ed ironici da ottimo caratterista. Da parte sua Uma Thurman ci mette la solita presenza scenica, ed una certa predisposizione a scherzare sulla sua ormai consolidata fama di “attrice di ferro” – Tarantino docet…
“La mia super ex-ragazza” è una pellicola leggera come un soffio di vento, molto fragile dal punto di vista narrativo; eppure il film tiene quasi fino alla fine, e nella sua civettuola vacuità ci regala almeno un paio di scene di vero divertimento. Reitman si dimostra ancora capace di un certo “personal touch”, caricando la messa in scena con trovate surreali ma accattivanti.
Per una serata in allegria e spensieratezza, e per godersi una variazione semiseria sul genere, “La mia super ex-ragazza” si presenta come prodotto usa-e-getta di discreto valore. Simpatico, sciolto, a tratti davvero frizzante, il film di Reitman non fa rimpiangere i soldi del biglietto. Pensando a quanto il regista ha saputo regalarci in un passato ormai lontano ci si rammarica un po’, è vero, ma per il resto la pellicola non delude.


Luke Wilson
Uma Thurman

