film,inland empire
Film

Presentato all'ultimo Festival di Venezia esce nelle sale italiane l'ultimo film di David Lynch un'opera-contenitore ardua e magari anche coraggiosa, ma spesso incomprensibile

Inland Empire

Presentato all'ultimo Festival di Venezia esce nelle sale italiane l'ultimo film di David Lynch un'opera-contenitore ardua e magari anche coraggiosa, ma spesso incomprensibile

L’importanza di alcuni cineasti si misura sul fatto che, per parlare delle loro opere, bisogna comunque schierarsi, prendere una posizione precisa. Nel caso di quest’ultima opera di Lynch questa necessità è quanto mai imprescindibile.

Nel corso degli anni e dei film ho sviluppato una propensione verso un cinema che si può in parte identificare con quello definito “mainstream”, vocabolo che a prescindere dalle implicazioni produttive ed economiche ha per me delle valenze ben precise: un tipo di narrazione “forte”, pienamente riconoscibile; un’idea di messa in scena che ricerchi un’estetica personale all’interno di stilemi comunque chiaramente codificati. Pellicole che si muovo all’interno di questi parametri, variando ad esempio sui generi, il ritmo, le storie e le possibili scelte nella realizzazione, rappresentano ciò che maggiormente mi interessa quando si parla di cinema. Perché secondo me dietro a questo si manifesta l’esplicita propensione ad andare incontro alle esigenze ed al rispetto del pubblico. Ebbene, a mio avviso questo manc  completamente in “Inland Empire”, che si presenta come un delirio totalmente autoreferenziale ed alieno da qualsiasi possibile interpretazione. L’unico appiglio possibile è forse quello di rintracciare in questo calderone mediatico rimandi della precedente, straordinaria opera di Lynch. Alcuni interni allucinati ed inquietanti ricordano le atmosfere di “Twin Peaks” (id., 1988) o “Strade Perdute” (Lost Highway, 1997), mentre la componente meta-cinematografica presente in quel minimo di storia che ho capito riprende quella presente nel più recente “Mulholland Drive” (id., 2002). Più di queste esili precisazioni però non riesco sinceramente a proporre ai lettori, perché appunto non sono riuscito ad “entrare” nell’idea di Lynch che sta dietro al film, e che a prescindere dalla mia mancanza mi sembra comunque eccessivamente presuntuosa e pretestuosa. Tre ore di non-narrazione, di sperimentazione visiva che però non h  nessun appiglio con una struttura narrativa almeno soltanto identificabile. Quale è il senso di un progetto del genere, se non quello di adoperare il mezzo-cinema in maniera totalmente fine a se stessa? E dire che Lynch nel corso degli anni ci ha regalato anche lungometraggi di grande lucidità ed equilibrio, come ad esempio “The Elephant Man” (id., 1980) e “Una storia vera” (The Straight Story, 1999).           


Inland Empire” è un film incomprensibile , che troppo si avvicina allo sperimentalismo nella sua ricerca visiva capace di soffocare ogni pretesa di logicità narrativa. David Lynch ha realizzato un’opera-contenitore ardua e magari anche coraggiosa, ma che mai si confronta con la necessità di raccontare qualcosa allo spettatore medio. In questo tipo di cinema, il rispetto verso il pubblico sembra essere facoltativo…


KEYWORDS:
COMMENTI:
  • Angelo
    martedì 13 febbraio 2007
    ore 15:51
    Lynch porta a compimento la sua visione, la sua sintassi cinematografica rifuggendo programmaticamente dagli estetismi e dagli schemi narrativi industriali (nella durata della pellicola) e, in particolare, statunitensi. Sulla sua Hollywood continuano ad addensarsi ombre cupe ed inquietanti, ma questa volta L. va oltre l'immaginario americano con l'intento di coinvolgere tutto il pubblico occidentale. Buio, sfocato, opaco, disturbante, accecante, sgranato, polveroso e frammentato, può essere visto come un viaggio nella pazzia, intesa come autentica condizione esistenziale; oppure come il tentativo di mettere in comunicazione esistenze socialmente in opposizione – l’ attrice benestante e la povera prostituta. L'altro sono io, è parte di me. Dimensioni parallele, situazioni oniriche, salti spazio-temporali, premonizioni, allucinazioni, vertigini, alterazioni ipnotiche, cortocircuiti tra finzione e realtà, identità multiple. E' un vorticoso flusso di immagini (di coscienza) senza soluzione di dis-continuità in cui è superfluo cercare una consequenzialità . A Lynch interessa mettere in scena l’essenza dell'umanità; ciò che permane nonostante mutamenti, mutazioni e distanze. E’ così che anche io come spettatore sono messo nella condizione di sentirmi tirato all’interno della visione. In alcuni momenti mi ha riportato a kubrick; la staffetta di sguardi nel finale di "2001" o le soggettive labirintiche di Shining (la stanza proibita). Luoghi della mente. Ancora una volta il protagonista è una donna; l’altro rispetto all’autore del film. Laura Dern meriterebbe almeno una nomination all'oscar. Se non fosse per il fatto che certi riconoscimenti vanno sempre al film, a quello più moralista, socialmente edificante e confezionato in modo convenzionale. Immagino che sia stato un tour de force per lei. Credo che con questo film L. si sia giocato del tutto i finanziamenti americani. Meno male che c'è la "vecchia" europa.
LEGGI ANCHE
SCHEDE CAST
SCHEDE FILM

HIGHLIGHTS

  • Festival di Cannes 2012 - Michael Haneke

    Film | immagini cerimonia cannes 2012 vincitori

    Foto: i vincitori del Festival di Cannes

    Cala il sipario sulla 65ma edizione del Festival di Cannes: ecco le immagini della cerimonia di premiazione.

  • michael haneke,amour,festival di cannes 2012
  • matthew mcconaughey,mud
  • nicole kidman,the paperboy

ADV

BOX OFFICE

ita flagITA usa flagUSA
1

Dark Shadows

1.366.851 €
Dark Shadows - Poster
2

The Avengers

602.228 €
The Avengers - Poster
3

American Pie: Ancora Insieme

575.808 €
American Pie: Ancora insieme - Locandina
4

Quella casa nel bosco

463.615 €
Quella casa nel bosco
5

La fredda luce del giorno

306.389 €
La fredda luce del giorno - Locandina

*Incassi del weekend del 18/05/2012

Classifica Completa >

costume bikini attrici film
Cucina Italiana Hollywood foto

ULTIMI FILM INSERITI

Guarda tutti i film >

TI INTERESSA...

sponsored links PPN