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Intervista a Guido Bagatta, volto noto della televisione privata italiana. Dagli inizi degli anni ottanta Bagatta conduce con successo programmi di intrattenimento e altri dedicati agli sport, specie quelli statunitensi.

Una telecamera sul mondo

Intervista a Guido Bagatta, volto noto della televisione privata italiana. Dagli inizi degli anni ottanta Bagatta conduce con successo programmi di intrattenimento e altri dedicati agli sport, specie quelli statunitensi.

Guido Bagatta nasce a Milano il 24 maggio 1960. E' giornalista dal 1981. Nello stesso anno inizia a collaborare con la neonata Fininvest commentando per Canale 5 le partite di football americano.
In sette anni, per il gruppo Fininvest, conduce e partecipa a numerosi programmi, tra i quali "Studio 5" con Marco Columbro, "Americanball", "Record",
"Sport Usa".
Da quattro anni conduce varie trasmissioni su Radio DeeJay: attualmente è in onda dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 13, con il "G.B. Show". Guido Bagatta è anche la voce di NBA ’99, 2000 e 2001, il video-game ufficiale della NBA per Playstation e Pc. Dal 1999 conduce "Real Tv" su Italia 1.

Com’è partita quest’anno "Real Tv"?

G.B.: “La trasmissione è cominciata il 10 settembre in una maniera ma ha subìto immediatamente alcune variazioni. Alle 19 occorre una programmagione più soft, perché si tratta di un orario in cui anche i bambini guardano la tv. Per la seconda serata, partita il 21 settembre, abbiamo maggiore libertà, possiamo proporre anche immagini più violente.“

Come vi siete comportati nei confronti dei filmati degli attentati negli Stati Uniti?

G.B.: “Non abbiamo mandato nulla in onda su New York, neppure una sola immagine. Si trattava di filmati passati dappertutto, non si sarebbe capita la differenza. Abbiamo lasciato per strada molto materiale e per questo abbiamo rischiato di avere un ascolto più basso ma abbiamo preferito avere la coscienza pulita, per non essere accusati di speculare su crolli e implosioni”.

Cosa potremo vedere in questa edizione di "Real Tv"?

G.B.: “Di tutto. Quando già hai registrato tutto sembra che non ti ricordi più niente. Sicuramente nelle prossime settimane ci saranno i filmati dell’alluvione di Napoli, fiumi di fango che portano via le macchine per strada, tutto ripreso da filmati amatoriali. E poi l’incidente muto di Alex Zanardi..”

E’ sempre facile trovare le parole sui servizi in onda?

G.B.: “No, ci sono momenti difficili da commentare, soprattutto quando le immagini si riferiscono ad una persona che conosci”.

Arrivano molti filmati alla redazione di “Real Tv”?

G.B.: “A differenza di "Paperissima" a noi arriva poco materiale amatoriale. La nostra fonte principale sono le agenzie giornalistiche. Parlando con l’amministratore delegato di Media World ho scoperto quanto sia poco diffusa la cultura della videocamera in Italia. Al massimo a noi arriveranno due video la settimana. Ogni tanto le forze dell'ordine ci inviano filmati di arresti di spacciatori o salvataggi in elicottero, alcuni furtarelli e altro materiale.”

E dalle registrazioni da circuiti chiusi?

G.B.: “Credo che per ovvie ragioni di marketing le grandi catene abbiano poco interesse a pubblicizzare un furto”.

Lei arriva dallo sport, com’è passato a fare la real tv?

G.B.: “L’inizio è stato casuale, stavo mi occupavo di sport, ma non facevo quello che veramente volevo fare. Con Roberto Giovalli avevamo parlato di fare questo programma tre anni fa, scoprendo un vero uovo di colombo. Il programma ha un basso costo e genera molta curiosità nel pubblico. Trasmesso in seconda serata su Italia 1 "Real Tv" realizza il 14-15% di share. Credo che se venissero trasmessi spot di promozione e fosse in onda su Canale 5 il programma non avrebbe difficoltà a raggiungere il 25% di share."

Progetti personali?

G.B.: “Sopravvivere al crollo economico che ci attende e che non mi fa dormire la notte. Per quanto riguarda la mia presenza televisiva ho l’obiettivo di ritagliarmi uno spazio sempre più grande”.

E’ soddisfatto del pubblico televisivo?

G.B.: “Il mio è un pubblico sportivo di nicchia in cui puoi dire entertainment senza doverlo tradurre. Poi c’è il popolo di “Buona Domenica” che dà il successo di massa. Andando in onda anche nella striscia serale sono esposto al “popolo” mentre nel pomeriggio c’è sicuramente un pubblico più variegato”.

Crede che il pubblico influenzi in qualche modo il personaggio?

G.B.: “Sì, perché sei tu a dover decidere se diventare populista o rimanere uno specifico. In tv vige il principio del generalismo più assoluto. Vieni adorato da milioni di persone solo perché la tua faccia gira, perché fai televisione. Nessuno sa perché gli piace Papi, solamente lo vedono tutti i giorni. Poi uno si fa prendere dalla voglia di fare il salto...”

Cosa cambia la popolarità?

G.B.: “Puoi fare un sacco di cose e impiegare la metà del tempo, anche trovare posto in un ristorante senza aver prenotato. Mi stupisco della gente che si lamenta di dover fare un autografo. Ma pensa il giorno che non te lo chiedono più? Sono molti i colleghi che fanno le star”.


Farebbe un programma come “La vita in diretta”?

G.B.: “Quella tv la vorrei fare anche se, senza offendere nessuno, credo possa essere fatta meglio. Spesso non c’è preparazione sugli argomenti."

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