Una commedia scanzonata e briosa, diretta da Spielberg con una capacità inventiva ed una scioltezza davvero insolita.
Prova a prendermi
Una commedia scanzonata e briosa, diretta da Spielberg con una capacità inventiva ed una scioltezza davvero insolita.
Di Steven Spielberg; con Leonardo Di Caprio, Tom Hanks, Christopher Walken, Nathalie Baye, Jennifer Garner.
Steven Spielberg è giunto ad un punto della sua carriera in cui può permettersi di tutto: considerato ormai uno dei registi più importanti del cinema americano contemporaneo, autore di molti dei maggiori successi economici della Hollywood dei nostri giorni, il papà di E.T. ed Indiana Jones ha da qualche tempo a questa parte deciso di dedicarsi a fare un tipo di cinema più personale ed eclettico. I suoi ultimi tre film, compreso questo ultimo “Prova a Prendermi”, lo testimoniano apertamente: opere più “difficili” rispetto all’impatto con il box-office –ma comunque successi commerciali - , “A.I.- Intelligenza Artificiale” (A.I, 2001) e “Minority Report” (id., 2002) ci hanno fatto conoscere un Spielberg più cupo, dolente, amaro; se questa sua ultima fatica si presenta come commedia d’azione e di personaggi, l’idea di un cinema più personale ed autoriale la accomuna comunque con i due lungometraggi appena citati. Rispetto agli altri il tono è certamente più disteso, ma alcuni sottotesti presenti nella storia e soprattutto una scelta estetica ben precisa rendono anche “Prova a prendermi” un film soltanto in apparenza solare ed ottimista; in particolar modo la fotografia del bravissimo Janusz Kaminski, ormai collaboratore abituale dell’autore, in alcune sequenze si tinge di colori funerei e freddi che a tratti rendono più cupa e triste la vicenda del giovane protagonista. A parte queste piccole venature malinconiche il film è però una commedia scanzonata e briosa, diretta con una capacità inventiva ed una scioltezza davvero inusitate: Spielberg, se ce ne fosse ancora bisogno, dimostra di saper dirigere con incredibile disinvoltura qualsiasi tipo di storia, riuscendo sempre ad infondere alla messa inscena un tocco personale e perfettamente riconoscibile; i momenti di regia ispirata sono numerosi, così come quelli comici sono esilaranti: su tutti la straordinaria scena in cui Di Caprio (bravo), ormai catturato dal detective Hanks (bravissimo), gli fa credere di essere a sua volta un agente segreto e riesce a svignarsela. Negli ultimi tempi, in cui anche la “sophisticated comedy” si è piuttosto contaminata ed in un certo senso isterilita, questo piccolo gioiello ci rimanda direttamente ai grandi maestri, con in testa ovviamente il grande Billy Wilder, a cui questo film sarebbe sicuramente piaciuto. “Prova a prendermi” sembra fin dai titoli di testa appartenere ad un’altra epoca di cinema, in cui anche il prodotto medio diventava un intrattenimento elegante ed intelligente, capace di coinvolgere sia il cuore che la mente dello spettatore; oggi perciò questo film non può che essere ammirato come una prova d’autore divertita ed affettuosa verso un modo di fare cinema che non c’è più. Per questo forse più che per altro possiamo perdonare alla pellicola anche alcune imperfezioni, come ad esempio l’eccessiva lunghezza ed un finale un po’ troppo consolatorio.
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HIGHLIGHTS
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