Cinema di tutto il mondo, aprite le sale e liberate gli schermi. Preparate un bel mazzetto di biglietti freschi di stampa e iniziate a far gonfiare i semi di mais. Il motivo è semplice: la banda di ladri più famosa di Hollywood è pronta ad un nuovo colpo al botteghino. Li riconoscerete facilmente perchè quelli di Danny Ocean non hanno bisogno di passamontagna o maschere per non farsi riconoscere. Anzi, loro sono ladri particolari: il loro colpo andrà in porto proprio perché tutti riconosceranno le loro facce stra-famose.
La data prevista per sbancare il box office è l’8 giugno 2007. Quel giorno la banda capitanata da George Cloney tenterà di mettere in scena per la terza volta tutte le abilità di ladri-scassinatori. Dopo il secondo episodio europeo, nel terzo si tornerà tra i lidi statunitensi, nel bel mezzo di Las Vegas. E il numero degli adepti di Danny Ocean crescerà ancora.
Erano in undici sin dal 1960, l’Ocean Eleven originale, quello con Frank Sinatra, Dean Martin e gli altri che andavano alla caccia scalcinata del Colpo Grosso. Sono rimasti sempre undici nel remake del 2001, il primo firmato Soderbergh-Cloney. Poi sono diventati dodici nel sequel del 2004 quando Julia Roberts s’è unita alla gang. Ora sono pronti a diventare tredici per l’episodio finale. La new entry è l’ex nemico Terry Benedictit (incarnato da Andy Garcia), che caduto in disgrazia si allea con Clooney e gli altri per fare 13.
Danny Ocean e i suoi complici sono alle prese con un’altra avventura del loro action-criminal. Del plot si vocifera da tempo. Reuben Tishkoff, il progettista di antifurti dei casinò, è stato di nuovo messo fuori dal giro, facendosi soffiare il casinò. Il nuovo cattivo che imperversa ha la voce e il corpo di un’altra super-star hollywoodiana, Al Pacino. Contro di lui sta aguzzando l’ingegno tutta la banda di Ocean.
Il pubblico ha amato lo charme di Danny Ocean e la sua crew, ma stando allo scarso riscontro ricevuto da Ocean’s Twelve, l’interesse per le loro avventure pare in rapida e irreversibile discesa. Il regista Steven Soderbergh aveva infiocchettato il primo film con tutti i trucchi, le finezze e il divertimento che si potessero utilizzare in una commedia basata su un colpo criminale. Il pubblico aveva risposto bene. Ma il secondo episodio aveva finito per incassare 100 milioni di dollari in meno. Un mezzo fallimento.
In Ocean’s Twelve, il problema principale era stato l’eccesso di stelle. Per tutti i suoi 102 minuti il film cercava più di tenere insieme un cast di superstar dall’ego smisurato che di raccontare una storia. Quando il personaggio di Julia Roberts entrava in scena, pretendeva di essere realmente Julia Roberts. E lo stesso per tutte le altre stelle hollywoodiane.
Le recensioni non erano cadute nello specchietto per le allodole fatto di stelle luccicanti e avevano puntato il dito contro il film. Soderbergh, stando alle anticipazioni, avrebbe preso nota. In Ocean’s 13 sarebbe tornato sulle rotte della commedia, e soprattutto avrebbe diretto davvero i suoi attori, invece di restarne vittima.
Non per questo il kit sarà diverso dal quello classico: un’impresa quasi impossibile, un piano complicatissimo e geniale, e un’esecuzione sul filo di lana, poco prima che la spada di Damocle dei titoli di coda cali sulla pellicola. Per Danny Ocean va bene tutto, purché sia un Colpo Grosso.


Brad Pitt
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