Hitchcock una volta disse: “La televisione ha portato l'omicidio nelle case, il posto con cui l'omicidio ha più attinenza”. In questo oracolo risiede la più autentica lezione sul brivido…e sulla televisione. Le caramelle dello sconosciuto sono, anche statisticamente, molto meno fatali della gelosia di un marito. Una cellula dormiente, una mina vagante, una scheggia impazzita, un conto che non torna sono tutte serpi in seno in grado di aprire una crepa che sfigura radicalmente la bella faccia della tranquillità. La sostituzione di un solo, minuscolo fattore manda per aria un’equazione di otto pagine. Da questo semplice postulato fioriscono pagine di letteratura e gran parte della produzione televisiva di oggi che sugli omicidi costruisce palinsesti.
Il caro Alfred avrebbe l’imbarazzo della scelta o perlomeno un vago compiacimento narcisistico nel verificare quanto le sue convinzioni abbiano fatto scuola e condizionato in maniera irreversibile la percezione e i gusti dello spettatore.
Va detto che la struttura “delitto-indagine-risoluzione del caso” si adatta incredibilmente bene all’organizzazione seriale, tipica creatura televisiva, per le sue fattezze modulari che lo rendono un prodotto finito e allo stesso tempo estendibile all’infinito.
Detto questo si scatenino le penne degli sceneggiatori. Ne sortiranno detective buoni, cattivi, belli, brutti, donne, uomini o ancora meglio combinazioni di queste caratteristiche e perché no moltiplicazioni in intere unità, squadre assortite che li racchiudano tutti. E in questo gioco c’è chi si spinge ancora più in là seminando ammiccamenti autoreferenziali che lo spettatore attento e perspicace, amante del genere, non può non vedere di buon occhio. È il caso questo per esempio di Murder Call una serie australiana degli anni novanta.
Tessa Vance (Lucy Bell), figlia di un poliziotto, lavora alla omicidi di Sidney in coppia con Steve Hayden (Peter Mochrie). I due affrontano i casi con piglio differente, lei è intuitiva, lui molto più concretamente vincolato alle prove, ma in questo scarto risiede la loro forza. Casi complessi che smascherano le apparenze vengono ricomposti come puzzle in ogni episodio in un meccanismo godibilissimo e classicamente strutturato. Ma c’è un valore aggiunto per i palati fini. Un omaggio al maestro del brivido nelle luci e nei colori dal sapore retrò che riportano al punto da dove tutto è cominciato: gli anni ’40. E il delitto è servito.
In onda da lunedì 11 giugno alle 19.00 su La7.


Alfred Hitchcock


