Leggiamo cosa scrivono in Europa di Moretti
Da Sueddeutsche Zeitung a El Pais, tutte le critiche sul vincitore di Cannes
Leggiamo cosa scrivono in Europa di Moretti
Leggiamo cosa scrivono in Europa di Moretti
Nel frattempo i giornali di tutta europa hanno detto la loro su “La stanza del figlio” e sulla cinematografia del nostro autore. Leggiamo insieme cosa hanno scritto:
Sueddeutsche Zeitung (quotidiano tedesco)
"Sin dall'inizio Moretti si è rivelato un cineasta totale: scrive, produce, monta i suoi film dei quali è anche protagonista. E ha naturalmente anche un proprio cinema, il 'Nuovo Sacher' nel quartiere romano di Trastevere". I suoi film, aggiunge il quotidiano, sono "il tentativo di affrontare la frustrazione quotidiana, trattando al tempo stesso della crisi del cinema italiano.
La stampa francese e quella inglese sono meno convinte:
Nessun giornale contesta in modo aperto la scelta ma mancano le lodi sperticate e nessun critico grida al capolovaro assoluto.
Il conservatore 'Figaro' si limita a sottolineare che "La stanza del figlio" è un film "sobrio e straziante, un'opera molto intima sul dolore in buona armonia con il tono del festival che quest'anno è stato improntato all'umor cupo”.
'Liberation', il giornale della gauche intellettuale parigina, è piuttosto riduttivo: è irritato perchè ancora una volta ha vinto un film dato per favorito e non crede che con il film premiato “Moretti ha portato uno sguardo nuovo sul piano estetico e nella sua visione del mondo. Il film -
rispecchiamento della nuova borghesia bohemienne - fa la pubblicità ad un modo di vita al quale non si è obbligati di acconsentire in ginocchio".
'Le Parisien' , il tabloid più venduto a Parigi, è anch'esso riduttivo: i riflettori li punta sul premio alla miglior attrice vinto da Isabelle Huppert. Nella palma d'oro a "La stanza del figlio" vede semplicemente il fatto che quest'anno Cannes ha ricompensato l'emozione. "Il cinema italiano, dato per agonizzante e perfino per morto, rialza la testa", scrive il giornalista France Soir.
Il più favorevole tra i quotidiani francesi è 'Le Monde', secondo il quale la vittoria di Moretti, "un artista indipendente che ha preso una posizione ferma contro l' elezione di Silvio Berlusconi", è incontestabilmente legittima. “Moretti è un grande cineasta contemporaneo e meritava la Palma d'oro. Il suo film oltre ad una bella regia ha il merito di interrogarsi sull'evoluzione futura del suo autore, anche se non propone risposte artisticamente sempre convincenti”.
Passando all' Inghilterra, per 'The Guardian' "un triste film italiano sul lutto ha vinto l' ambita Palma d'Oro chiudendo in bellezza un desolante festival in cui le stelle sono state scarse, il cinema britannico quasi inesistente ed i film spesso strazianti".
Mentre 'The Times' scrive che "perfino per gli stonati standard di Cannes, è stato un anno eccezionalmente strano. Ha vinto la Palma d'Oro uno dei film con meno pretese nella storia del festival... E' il trionfo del valore sul glamour e lo sfarzo. La delicata magia del film di Moretti sta nel modo in cui fa emergere le emozioni da una famiglia consumata dal lutto. C'erano stati udibili singhiozzi alla proiezione per la stampa. Ma ci sono state poche grida di gioia quando il suo film ha vinto il premio più ambito dopo l'Oscar. Moretti è quasi sconosciuto fuori dall'Italia, come lo è il suo cast".
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