Un film sulla forza dei sentimenti, ricco di citazioni cinematografiche e musicali, il tutto supportato da una recitazione magistrale.
Mi chiamo Sam
Mi chiamo Sam
Oltre ad uno strepitoso Sean Penn, in corsa per l’Oscar come miglior attore, imperdibili anche una eccezionale Michelle Pfeiffer e un talento naturale come quello della sorprendente Dakota Fanning che al suo terzo film, a soli 7 anni, ruba più volte la scena ai protagonisti. Hollywood ha sempre avuto un occhio privilegiato alle storie sull’handicap, ma in questo caso la Nelson (già regista del tenero “Una moglie per papà”) gioca la partita su più registri e, grazie ad un cast che include tra gli altri l’ottima Dianne West (Oscar per “Pallottole su Broadway”), Richard Shiff e Laura Dern, evita effetti strappalacrime. Protagonista è Sam Dawson, un autistico che ha lo sviluppo intellettivo di un bambino. Abbandonato dalla donna che gli ha dato una figlia, Sam cresce la bambina da solo, riuscendo a cavarsela con l’aiuto di un gruppo di amici, anche loro con problemi mentali, e di una vicina di casa sofferente di agorafobia. Tra Sam e Lucy (il nome deriva da “Lucy in the sky with diamonds” dei Beatles, di cui Sam cita a memoria dati e aneddoti) si instaura un rapporto fortissimo ma i problemi iniziano quando la figlia compie 7 anni: avendo sviluppato capacità intellettive superiori a quelle del padre, un’assistente sociale vuole affidarla ad una famiglia più adeguata. Una lotta impari ma Sam, spinto dai suoi amici, si rivolge ad uno dei migliori avvocati, la gelida e superefficiente Rita Harrison che, assillata da manie di perfezionismo, all’inizio non lo prende sul serio. Dopo, però, per sfida nei confronti dei colleghi Rita accetta il caso e nonostante la loro diversità, tra i due si sviluppa un legame molto forte che farà luce non solo sulla capacità di padre di Sam ma anche sulla fragilità nascosta di Rita…
Un film sulla forza dei sentimenti, ricco di citazioni cinematografiche e musicali, il tutto supportato da una colonna sonora di 16 canzoni dei Beatles reinterprate da stelle del rock Usa. Tutta da godere la magnifica interpretazione di Sean Penn, totalmente priva di manierismi: basta guardarlo negli occhi per convincersi che il suo Sam, erede naturale di “Rain Man” non è solo frutto di grande professionalità. E anche gli altri attori non sono da meno. Se gli sguardi della Fanning arrivano dritti al cuore, la Pfeiffer è assolutamente straordinaria, vincendo la sfida con un personaggio davvero non facile. Oscar o no, comunque vada, è un film da non perdere.
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sabato 5 giugno 2004
ore 15:05
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