Era il 1985 quando Gabriel Garcia Marquez si mise in testa di raccontare una storia d’amore a dir poco epica, lunga oltre mezzo secolo di storia. Entro la complicata realtà colombiana a cavallo fra Ottocento e Novecento, si sviluppa la storia di Fermina e Fiorentino, protagonisti di un romanzo senza tempo che ha per titolo “L’amore ai tempi del colera”.
Dopo un’attesa di tre lunghi anni, nel 2005 il produttore Scott Steindorff riesce ad ottenere dal premio Nobel i diritti per la trasposizione cinematografica. E oggi, forte di un buon successo ottenuto al botteghino statunitense, “L’amore ai tempi del colera” di Mike Newell fa il suo debutto nelle sale italiane.
Cartagena.
Fiorentino Ariza (Javier Bardem) è un giovane impiegato del telegrafo
dalla spiccata sensibilità. Una vita ordinaria la sua, letteralmente sconvolta
dalla visione di Fermina Daza (Giovanna Mezzogiorno), figlia di un ricco
commerciante della città. Per mezzo di una lunga serie di lettere appassionate,
Fiorentino conquista a poco a poco il cuore della ragazza. Ma l’idillio viene
bruscamente interrotto dall’intromissione del padre di lei (John Leguizamo)
che costringerà Fermina a lasciare la città e ad unirsi in matrimonio con il
sofisticato dottor Juvenal Urbino (Benjamin Bratt). Trascorrono gli
anni: Fermina sembra aver dimenticato il suo primo amore mentre la vita di
Fiorentino prosegue scandita dal ricordo e dall’attesa…
Il primo merito che va riconosciuto a Mike Newell – padre di commedie come “Quattro matrimoni e un funerale” e “Alta fedeltà” – è l’aver tentato un’impresa non certo facile. Vista la complessità narrativa del romanzo ed il ungo arco di tempo che l’intera vicenda prende in considerazione, il rischio maggiore sarebbe stato quello si svilire o banalizzare un racconto ‘epico’ di simile portata.
Di tanto in tanto la pellicola sembra dimenticare alcune ‘atmosfere’ tanto care allo scrittore colombiano: l’aria pesante dei conflitti sociali d’inizio Novecento, la vena surreale e quasi ‘magica’ che Marquez ama conferire ai personaggi delle sue storie, il rapporto ancestrale e necessario fra l’uomo e la sua terra.
Prodotto
commerciale comunque ben orchestrato e confezionato, “L’amore ai tempi del
colera” si avvale di un cast davvero eccellente. Primo fra tutti un intenso
ed emozionante Javier Bardem che regge interamente su di sé il senso
ultimo dello struggimento e della solitudine senza correre il rischio di
apparire stucchevole. Giovanna Mezzogiorno, invece, sembra seguire con
un po’ di fatica il lungo percorso che porta il suo personaggio fino alla
vecchiaia. Complici le immancabili – quanto necessarie – rughe posticce ed una
fisicità ben lontana da quella di un’anziana donna.
Un film per tutti gli appassionati della letteratura di Marquez, un buon tentativo di trasposizione cinematografica di deriva sicuramente commerciale.


Giovanna Mezzogiorno
Benjamin Bratt
Javier Bardem
Mike Newell



