Ha origini italiane l’ennesimo australiano adottato da Hollywood.
PARLA ROBERT LUKETIC
Ha origini italiane l’ennesimo australiano adottato da Hollywood.
Arrivato a Roma per presentare il suo film che in America è diventato il caso della scorsa stagione – a luglio, nel primo weekend, ha incassato 20 milioni di dollari, più di “A.I. “ di Spielberg e “The Score” con Marlon Brando e Robert De Niro – Luketic non usa le solite frasi di circostanza dei divi hollywoodiani del tipo “I love you, Italy”, ma sprizza entusiasmo da tutti i pori per il ritorno alle origini, annunciando anche una sua prossima visita a Palermo. “In tutti questi anni – dice – mia madre mi ha decantato gli odori, i colori e i sapori italiani ed ora è come se riconoscessi tutto questo”. Il primo a stupirsi del successo del film, il suo primo lungometraggio, è proprio lui: negli Usa ha già firmato tre contratti per la Miramax, inoltre ha annunciato un prossimo film prodotto dalla Dreamworks di Spielberg. “Non sarà una commedia – precisa - anzi, adesso ho voglia di cambiare genere e di dedicarmi ad un film più serio”. Ma a suo modo lo è anche “La rivincita delle bionde” che, dietro le battute divertenti e gli eccessi della protagonista, invita gli spettatori ad abbandonare lo stereotipo della bella & scema. “Il messaggio del film arriva senza “violentare” il pubblico – spiega – e poi credo che i messaggi positivi possano arrivare anche con semplicità”. Aggiunge: “Il cinema è business ed i maggiori frequentatori delle sale sono giovani. Ecco perchè abbondano film adolescenziali, i ragazzi amano rivedere sullo schermo i loro ambienti”. Ovviamente il sequel è nell’aria, ma non è detto che “La rivincita delle bionde 2” sia imminente. La commedia ha lanciato nel firmamento delle star anche Reese Whiterspoon, non a caso già scritturata (con un contratto di 8 milioni di dollari) per un nuovo film dove sarà una tennista impegnata in un torneo del Grande Slam. Tra i due è nato un vero idillio professionale e senza di lei Luketic non girerà nessun sequel. “Avevo visto Reese in “Cruel Intention – racconta – e mi era piaciuta moltissimo. E’ un’attrice bravissima e l’intelligenza è fondamentale per una performance credibile”.
Intanto Luketic è già corteggiato dai maggiori studios americani ed il suo nome si è aggiunto alla lunga lista degli australiani che hanno rinverdito il cinema Usa, da Nicole Kidman a Russel Crowe e Jack Hughman. “Fin dai tempi di Errol Flynn – aggiunge – c’è sempre stato un rapporto molto stretto tra America e Australia e non solo per quanto riguarda gli attori ma anche le maestranze: anche se sconosciuti, nei film hollywoodiani lavorano moltissimi tecnici australiani”.
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