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Dopo l’ufficializzazione della chiusura della serie tv, oltre ai telespettatori delusi, ci sono gli impiegati nella produzione della serie, che in seguito a questa decisione, rischiano di perdere il posto di lavoro.

Squadra che non vince...chiude

Dopo l’ufficializzazione della chiusura della serie tv, oltre ai telespettatori delusi, ci sono gli impiegati nella produzione della serie, che in seguito a questa decisione, rischiano di perdere il posto di lavoro.

I dati auditel sul gradimento del pubblico per alcuni programmi non determinano soltanto il loro futuro, ma anche quello di intere produzioni che, al vaglio dei bilanci di rete, rischiano la chiusura e il licenziamento forzato. E’ quello che è successo a “La Squadra”, serie tv super-longeva figlia del format americano “The Bill” che dal 1999 a oggi è stata seguita da un inamovibile gruppo di appassionati. Secondo un comunicato ufficiale, la RAI avrebbe deciso di cancellarla, causando gravi problemi al polo di produzione di Napoli, dove la serie veniva prodotta grazie ad un lavoro di cooperazione tra organi interni, un efficiente gioco di squadra appunto che valorizzava una zona altrimenti priva di tali alternative professionali.

“Mai come in questa circostanza si tratta di verificare, fino in fondo, qual è e quale deve essere il ruolo della Rai in termini di servizio pubblico" – ha sentenziato il presidente della Regione Campania.

La fiction dopo otto stagioni era diventata “La nuova squadra”. Un primo allarme di possibile chiusura era stato lanciato qualche settimana fa dalle Rappresentanze sindacali unite del Centro di Produzione Rai di Napoli che avevano annunciato "forme di protesta radicali" contro una decisione che avrebbe indotto una grave crisi occupazionale, con 250 posti di lavoro a rischio.

Le ragioni della chiusura, secondo fonti interne alla rete, è legata ai tagli al budget decisi dal vertice Rai in seguito alla gelata pubblicitaria - 110 milioni di euro, che hanno interessato tutte le strutture dell’azienda - ma anche agli ascolti poco soddisfacenti delle ultime edizioni.

Su questo recente calo di ascolti si erano già pronunciati i creatori della serie, i quali avevano denunciato l’allontanamento dalle linee creative che ne hanno determinato la nascita.

La missione della "nostra" Squadra - dice Mario Cristiani, che alla serie ha lavorato dal 2002 al 2007 come "head writer" - era dare spaccati di realtà nazionale. Era un progetto che si basava sull'idea, forse un po' folle, di raccontare l'Italia in un momento in cui l'informazione non lo faceva più, usando la ‘detection’ come scusa per mettere in scena argomenti delicati.”

Ultimamente invece si era passati ad uno prevalenza dell’azione, tralasciando i dettagli della trama.

Per “La Squadra” si preannuncia dunque una fine ingloriosa, mentre ai lavoratori, in questo periodo di difficoltà, non resta che aggrapparsi ad una vacua promessa di una possibile nuova produzione RAI da effettuarsi negli stessi studi.

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