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Il nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo, gangster per caso.

La leggenda di Al, John e Jack

La leggenda di Al, John e Jack

Da Milano a New York, andata e ritorno. Aldo, Giovanni e Giacomo presentano il loro ultimo film, “La leggenda di Al, John e Jack”, imbarazzatissimi, compassati, indifesi. Ben lontani dagli straripanti “bulgari” che li hanno resi famosi alla televisione. E’ una fatica, per loro, presentare questo lavoro. E’ il film della maturità, in un certo senso, la prova del nove. Tanto che, alla classica domanda “progetti per il futuro”, Aldo non ha un attimo di esitazione: “Uscire al più presto questa conferenza stampa…”.

Il film più atteso e ambizioso di Aldo Giovanni e Giacomo, costato 20 miliardi (4 solo di promozione), esce nelle sale distribuito in ben 700 copie. Grandi numeri, impressionanti. In linea però con gli incassi che il trio sa garantire al botteghino: 40 miliardi per “Tre uomini e una gamba”, 75 per “Chiedimi se sono felice”. Nel nuovo film -diretto, come i precedenti insieme a Massimo Venier- i tre comici più famosi del cinema vestono i panni di tre mafiosi. Sgangherati, tossicomani, improbabili gangster alle prese con un boss spietato. Dopo l’ennesima “missione” andata male (i tre uccidono infatti la persona sbagliata), il loro capo decide di dare loro l’ultima possibilità: Al, John e Jack dovranno occuparsi di una sua vecchia zia. Ma le cose ovviamente vanno a rotoli, e la zia trova una morte ingloriosa in una delle scene più esilaranti del film. Non rimane ai tre che tentare l’ultima carta: salvare la vita al boss per vedere salva la propria.

Si ride, al nuovo film di Aldo Giovanni e Giacomo. Si ride parecchio e di gusto di un umorismo fisico, tagliente, trascinante. Non c’è più traccia del buonismo che caratterizzava i film precedenti (come “Così è la vita”). Scomparsa è anche la figura femminile (“Marina Massironi sta realizzando il suo sogno di ballare e cantare in un musical”), e l’unica scena sentimentale è fra Jack il Bello (Giacomo) e Herbert, il fratello gay di Al (interpretato da Aldo), stretti in un romantico ballo sullo sfondo luminoso di una New York al tramonto.

Tutto è al servizio della storia e la storia è al servizio della risata. Per questo “La leggenda di Al john e Jack” è sicuramente il film più cinematografico del trio comico, in cui gag e siparietti riescono a trovare il loro spazio senza slabbrare la trama. Un film riuscito, quindi, che può permettersi anche delle “chicche” di sceneggiatura e un colpo di scena che arriva al momento giusto. In più c’è una regia mai sciatta, una messinscena curatissima. La scenografia di Eleonora Ponzoni e la fotografia di Arnaldo Catinari riescono perfettamente a ricreare le atmosfere noir americane, e far sembrare Brughiero (periferia milanese, dove hanno girato gli interni) una struggente New York anni ‘50. Nel cast del film, anche Antonio Catania (Fred il cuoco), Aldo Maccione (il boss) e Ivano Marescotti, nei panni del capitano di polizia.
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COMMENTI:
  • Massimo
    sabato 28 dicembre 2002
    ore 0:00
    Commento articolo: La leggenda di Al, John e Jack : Per chi come me è un passionato del genere, non è possibile nascondersi dietro l'enorme dito dell'ipocrisia, specie alla luce del successo ottenuto con ... tre uomini ed una gamba!!! Francamente, il film è di una mediocrità assoluta e dispiace che le potenzialità dei tre comici risulti schiacciata in una lunga ed estenuante serie di banalità, e che l'unica battuta degna di una puntata di "Zelig" sia quella sull' "omino bianco"! Se Insomma, spiace dirlo, ma la sensazione è quella di essere stati presi in giro e, nonostante la bella fotografia e scenografia, il film non vale proprio il prezzo del biglietto. Noiosissimo e prevedibile, recitato al limite della decenza. Massimo
  • Massimo
    sabato 28 dicembre 2002
    ore 0:00
    Commento articolo: La leggenda di Al, John e Jack : Per chi come me è un passionato del genere, non è possibile nascondersi dietro l\'enorme dito dell\'ipocrisia, specie alla luce del successo ottenuto con ... tre uomini ed una gamba!!! Francamente, il film è di una mediocrità assoluta e dispiace che le potenzialità dei tre comici risulti schiacciata in una lunga ed estenuante serie di banalità, e che l\'unica battuta degna di una puntata di \"Zelig\" sia quella sull\' \"omino bianco\"! Se Insomma, spiace dirlo, ma la sensazione è quella di essere stati presi in giro e, nonostante la bella fotografia e scenografia, il film non vale proprio il prezzo del biglietto. Noiosissimo e prevedibile, recitato al limite della decenza. Massimo
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