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Le sei pellicole che hanno portato Kusturica a trionfare nei festival di mezzo mondo.

Tutti i film di Emir

Tutti i film di Emir

TI RICORDI DI DOLLY BELL? (Sjecas li se, Dolly Bell, 1981)
Con: Slavko Stimac, Slobodan Aligrudic, Lijljana Blagojevic.
Folgorante esordio nel lungometraggio di Kusturica, il film vince il Leone d’Oro a Venezia come migliore opera prima. Si tratta di una storia imperniata sulle vicende adolescenziali di un gruppo di ragazzi yugoslavi degli anni '60. Dino cresce a Sarajevo, sogna di fare il cantante (Celentano è il suo idolo), ha un padre convinto marxista e un po' castrante. Insieme agli amici Dino si confronta col mondo, con la società e con i sentimenti. Ancora lontano dalle sue scelte stilistiche fiammeggianti e misteriose, il regista si muove sul terreno dei ricordi orchestrando una serie di piccole avventure messe in scene con una certa semplicità e affetto, di evidente retaggio autobiografico. La narrazione tenta di toccare, anche se non sempre felicemente e con uno stile molto acerbo, le corde classiche del racconto di formazione: divertimento, tristezza, romanticismo, elegia.

PAPA’...E’ IN VIAGGIO D’AFFARI (Otac na sluzbenom putu, 1985)
Con: Moreno D’E Bartolli, Miki Manojlovic, Mirjana Karanovic
Prima collaborazione del regista bosniaco con l'attore Miki Manojlovic (poi protagonista di Underground). Mesha è un funzionario di partito che nel 1948, durante il distacco di Tito dalla politica di Stalin, viene accusato di tradimento e deportato. La sua famiglia, e in particolare il piccolo Malik, si ritrovano a fronteggiare la dura vita senza padre. Il film è un ritratto nitido della Yugoslavia di Tito, narrata dal punto di vista ingenuo e spietato di un bambino a cui viene sottratto il padre. Sulla linea di "Ti ricordi di Dolly Bell?", Kusturica mantiene uno stile piano e semplice per raccontare le emozioni dei personaggi, tentando di avvicinare il più possibile lo spettatore alla realtà rappresentata.


IL TEMPO DEI GITANI (Dom za vesanje, 1989)
Con: Davor Dujmovic-Perhan, Bora Todorovic, Ljubica Adzovic.
Il giovane zingaro Perhan parte alla ricerca della sorella Azra, rapita da un gruppo di malviventi e costretta a mendicare in giro per l’Italia. Durante il suo percorso, scoprirà l’amore ed il dolore della perdita. Tra melo-dramma etnico e road-movie ramingo, “Il Tempo dei Gitani” è il primo film che rivela la vena realmente grottesca e fantastica di Kusturica, tra nonne-stregoni e giovani apprendisti. Il film, vera epopea ed elegia del popolo Rom, vinse a Cannes il premio per la miglior regia. La scena della festa sul fiume è un momento di pura poesia cinematografica, mirabilmente sottolineata dalle musiche di Goran Bregovic.

ARIZONA DREAM (Id., 1992)
Con: Johnny Depp, Lili Taylor, Vincent Gallo, Jerry Lewis, Faye Dunaway.
Primo ed unico film “americano” dell’autore, la pellicola ha incontrato grandi difficoltà in fase di distribuzione, tanto da arrivare sui nostri schermi soltanto nel 1997. La storia dell’educazione sentimentale del giovane Alex, del suo amore prima con Elaine e poi con la dolce Grace, mantiene intatti gli stilemi del cinema di Kusturica, aggiungendovi la bellezza dei paesaggi “made in Usa”. Grazie anche alla bravura di Depp e di Lili Taylor, l’autore costruisce un’opera delicata e particolarmente toccante, trovando un equilibrio narrativo che in altri film forse gli manca. Orso d’Argento a Berlino.

UNDERGROUND (Id., 1995)
Con: Miki Manojlovich, Lazar Ristovski, Mirjana Jokovich
Discussa palma d’Oro a Cannes 1995, è probabilmente il film più rappresentativo dell’autore, e senza dubbio il più sentito. Anche se notevolmente sbilanciato nella struttura narrativa, “Underground” possiede la forza dirompente e visionaria del capolavoro. Pieno di metafore fino all’eccesso, la pellicola racconta più di cinquant’anni di storia della ex-Jugoslavia in chiave grottesca, volutamente eccessiva e sopra le righe. Ancora una volta la coralità degli attori e le musiche di Bregovic sono impagabili.

GATTO NERO, GATTO BIANCO (Crna macka, beli macor, 1998)
Con: Bajram Severdzan, Sdrjan Todorovic, Branka Katic, Florijan Ajdini.
Quello che doveva essere soltanto un documentario sui musicisti di “Underground” si trasforma nel film più scatenato e leggero di Kusturica. Si tratta di una “commedia matrimoniale” incentrata su due famiglie e sulle loro faide. I due vecchi amici, che muoiono e resuscitano come niente fosse, sono davvero spassosi. Il boss che si pulisce dallo sterco usando un’oca viva rimarrà impresso a lungo nei nostri occhi. Venezia ’98 gli ha consegnato il leone d’Argento, preferendogli “Così Ridevano” di Amelio. Purtroppo però si interrompe la collaborazione con Bregovic.
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