Dopo cinque anni dal suo ultimo successo cinematografico, K-19 con Harrison Ford e Liam Neeson,
Kathryn Bigelow, torna a girare un film,
The Hurt Locker,ad altissima suspense, la storia di un gruppo di soldati volontari che disarmano bombe nel vivo del conflitto iracheno.
La storia è raccontata con un realismo di forte impatto emotivo, avvalendosi di un cast di giovani attori molto capaci, Jeremy Renner, Anthony Mackie e Brian Geraghty, affiancati da Guy Pearce e Ralph Fiennes in due piccoli ruoli. La sincera trasposizione della tragica situazione in Iraq è stata possibile anche grazie alla sceneggiatura di Marc Boel, reporter di guerra che ha visto da vicino ciò che nel film viene riportato più fedelmente possibile.
Le circostanze di estremo pericolo, sempre in bilico tra la vita e morte, sono scandite da un ritmo serrato che ne decreta l’indiscutibile effetto shock sul pubblico.
La Bigelow, oltre ad essere una delle registe più acclamate dell’ultima generazione, è una donna di un fascino e una bellezza impressionanti. La forza del suo carattere di regista è subito messa in luce dalle sue dichiarazioni: schietta e decisa nelle risposte, mai senza un brillante sorriso.
Il film inizia con una citazione che definisce la guerra come una droga per la quale si prova una strana eccitazione. Perché ha deciso di inserire questo incipit?
Kathryn Bigelow
: La citazione è di un giornalista del New York Times che cerca di descrivere la particolare psicologia di un soldato volontario che sceglie di sua spontanea volontà di partecipare al conflitto e quindi prova una specie di attrazione per la guerra.
I soldati sono rappresentati da un ritratto un po’ edulcorato: sono simpatici, pensano e ripensano se devono sparare a qualcuno o meno… Non crede si corra il rischio di dare una visione del mestiere delle armi troppo mitigata?
Kathryn Bigelow
: Il personaggio di Guy Pearce non sarebbe d’accordo, visto la sua fine tremendamente tragica. Nella guerra, come nel mio film esistono anche questi momenti di tragedia, sono parte del tutto. Io credo ci sia accuratezza e realismo nella mia rappresentazione
Questo è il suo film più pieno di testosterone. È stato difficile lavorare insieme a tanti uomini?
Kathryn Bigelow
: La sopravvivenza in questi casi richiede una grande quantità di forza e adrenalina. Per me è stata un’occasione per cercare di rendere tutto nel modo più realistico, parlando di cose che in tv non sono per niente coperte dall’informazione.
Marc Boel: La nostra ricostruzione si basa su la mia esperienza diretta. Ho conosciuto e fatto interviste alle persone che vengono raccontate nel film
Gli attori hanno dovuto sottoporsi ad una dura preparazione, anche fisica, per affrontare la parte?
Jeremy Renner: Non c’è stata una vera e propria preparazione, anche se le condizioni in cui abbiamo girato erano terribili, era caldissimo. Non abbiamo agito sulla scena, ma reagito alla situazione in cui eravamo stati inseriti grazie alla guida di Kathryn.
Anthony Mackie: Siamo arrivati sul luogo, tra i carri armati, i cannoni, il caldo… L’esperienza è arrivata all’improvviso, vivendo semplicemente quello che ci succedeva, d’impulso.
Brian Geraghty: Io invece mi sono preparato moltissimo, anche fisicamente. La palestra mi è servita, altrimenti non ce l’avrei mai fatta a resistere ai ritmi sul set. La preparazione è stata soprattutto mentalmente, ho parlato con chi aveva vissuto davvero queste esperienze.
È una sfida raccontare qualcosa che accade in questo momento?
Kathryn Bigelow
: Ci sono stati migliaia di morti americani in questa guerra e sono state pubblicate solo sei foto. Questo per far capire che il conflitto in Iraq è una guerra che non viene esposta al pubblico mediaticamente. C’è bisogno che qualcuno racconti la verità.
Marc Boel: Quello che arriva in America forse è diverso dall’informazione nel resto del mondo, ma c’è comunque una copertura esigua . Soprattutto quella dei disinnescatori è una realtà quasi sconosciuta. L’opinione pubblica americana è cambiata, c’è bisogno e voglia di sapere come vanno davvero le cose.
Che cosa sa del richiamo dei soldati negli Stati Uniti?
Kathryn Bigelow
: Spero e prego che sia imminente e credo che possa accadere con il cambiamento del presidente. Un solo uomo può fare che questo succeda ed è Mr. Barack Obama.
Vi ricordiamo che l’appuntamento in sala con
The Hurt Locker
è fissato per il 3 ottobre distribuito da Videa C.D.E./ Warner Bros.



